Un cuore Unesco per la bellezza del Veneto

Servono collaborazioni e sinergie per dare valore e primato a questo settore
Se c’era bisogno di riaffermare la necessità della bellezza per il nostro tempo, l’impegno a custodirla, promuoverla e valorizzarla, l’importanza dei siti Unesco in un Veneto prima regione turistica d’Italia, il valore delle azioni in sinergia per costruire un senso pieno di cittadinanza in questo ambito, ebbene, la serata organizzata il 7 giugno scorso dal Rotary  Club Opitergino - Mottense a Villa Revedin di Gorgo al Monticano con il dottor Marco Zabotti è stato un momento molto apprezzato di consapevolezza, comunicazione e condivisione. Il tema dell’incontro  “Elogio della bellezza. Narrazioni e visioni di terre Unesco” è stato introdotto dalla presidente Cristina Vendrame, all’inizio della serata che ha visto la presenza come ospiti tra gli altri del presidente incoming del Rotary Club di San Donà di Piave, Fabio Luca Dalla Nese, e della direttrice del museo e archivio parrocchiale del Duomo di Oderzo, Maria Teresa Tolotto.  
«La bellezza non può rimanere marginale, ancella e  residuale in un Paese come l’Italia che vanta il 70 per cento del patrimonio culturale del pianeta - ha esordito Marco Zabotti nella sua veste di direttore scientifico dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei santi, che ha sede a Pieve di Soligo -  e allora serve mettere in atto visioni e strategie complessive che diano effettivi primato e centralità a questo ambito per la vita sociale ed economica dell’Italia, patria e numero uno dell’eleganza, del buon gusto e delle eccellenze di prodotti e stile a livello mondiale».
Ricordata la storia recente e gli effetti molto positivi e generativi del riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità per le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, in un’Italia che continua a vantare il maggior numero di siti Unesco a livello internazionale, il relatore ha ribadito come la stessa zona dell’opitergino-mottense presenti ricchezze, bellezze e caratteristiche di unicità tali da poter pensare a un percorso Unesco anche per questo territorio, in una zona centrale del Veneto che diverrebbe così tutta omogenea in chiave Unesco da Venezia sino alle Dolomiti.
Infine, Zabotti ha narrato l’esperienza quotidiana di valorizzazione di cultura, spiritualità, arte, bellezza e turismo religioso e conviviale  messa in campo da anni dall’Istituto Beato Toniolo, e le importanti iniziative realizzate sul territorio Unesco con la rete Vite Illustri Pieve di Soligo - VIP - e la stessa candidatura della città di Pieve di Soligo e Terre Alte della Marca Trevigiana a Capitale italiana della Cultura 2022, con la straordinaria conquista della finalissima a dieci con il suo dossier. A testimoniare l’opera svolta dal “Beato Toniolo” sono stati presentati in sala alcuni video dei Luoghi del Sacro in terra Unesco, collana realizzata grazie al fattivo sostegno di Banca Prealpi SanBiagio e al lavoro del quotidiano online Qdpnews.it, diocesi vittoriese e Istituto.
«È tempo di testa alta e cooperare, di sinergie e di collaborazioni per esaltare il valore eccezionale del grande mosaico della bellezza - ha concluso - a partire dal nostro Veneto, che deve candidarsi a guidare sempre più percorsi di leadership in questo settore, avendo tutte le carte in regola e i numeri per farlo. Occorre esserne consapevoli e agire di conseguenza».
E proprio di azioni concrete per la pulizia dell’ambiente e la cura e la manutenzione del verde ha parlato nel corso della serata il presidente dell’associazione opitergina “Adotta il parco”, Giorgio Lovatti, che ha partecipato all’evento insieme ai colleghi del sodalizio fondato dal compianto Massimo Tombacco, Giorgio Gasparini e Fernando Merlo, mettendo in luce il valore della coscienza civica e dello spirito di cittadinanza in questo ambito così importante per la vita buona della comunità.            





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