QualBuonVeneto

06 Lug 2016


Un esempio di laborosità

San Vendemiano - Una storia che si legge tutta d'un fiato. È quella della famiglia Ottavian (ma potrebbe essere quella di tante altre famiglie del nostro territorio), la cui laboriosità è divenuta esemplare. Tante sono le emozioni che genera. Nella casa degli alpini è stato presentato il libro "La casa Al Cristo. Il Nordest dalla vanga al mouse" di Renato Sartor, pubblicato dall'editore Silvano Piazza, con la partecipazione del parroco don Pier Amort e dell'ex sindaco Gianni Ernesto Pagot. La casa, che sorgeva in via Longhena e ora non c'è più, aveva preso il nome dalla scultura del Cristo che un ignoto artista aveva scolpito su una ruvida pietra grigia. Era una casa di contadini veneti, una delle tante costruite allo stesso modo: un luogo per vivere, uno per custodire gli animali e uno per far magazzino di fieno e sementi; la cantina era indispensabile per riporre il vino e per tenere al fresco gli insaccati; non mancavano il portico e l'aia come spazi ricreativi. La numerosa famiglia patriarcale degli Ottavian, formata da trenta persone e originaria di Colfosco, vi si era insediata nel lontano 1907. Nel libro, si raccontano le vicende di quattro personaggi di altrettante diverse generazioni della famiglia che, con la propria laboriosità, si è riscattata e ha creato benessere anche per gli altri. Due capitoli sono dedicati a Elisabetta "Isetta" Ottavian, vedova Franceschet, venuta a mancare lo scorso anno all'età di 94 anni. Partendo dal nulla, ma con una grande passione, è stata un pioniere della ristorazione collettiva nella nostra zona, facendo nascere la Ristorazione Ottavian. Negli anni cinquanta del secolo scorso aveva figli piccoli, un'energia inesauribile e un talento naturale: sapeva cucinare bene. Con il marito Stefano al suo fianco, proponendo ricette casalinghe, fu lei a offrirsi ad alcune aziende della zona per preparare un piatto agli operai, senza che si dovessero portare da casa il cibo da riscaldare prima di consumarlo. Il primo stabilimento ad aver accolto l’iniziativa è stato lo storico Mobilificio Dal Vera in via Maggior Piovesana a Conegliano, che poi si è trasferito a Susegana, dove purtroppo è stato costretto a chiudere i battenti all'inizio degli anni Ottanta. Isetta chiamava i commensali "i miei operai". In pochi anni la sua maestria e la fedeltà a una filosofia di qualità hanno fatto la fortuna di una piccola realtà, che è diventata una grande azienda di ristorazione che continua a portare il suo nome.






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