Il Granellino

08 Nov 2019


Amministrare, non possedere

Non siamo padroni di quello che abbiamo. Perciò, non chiamare "padrone" nessuno.
Quand'ero piccolo e stavo in mezzo agli adulti, soprattutto nella trattoria di mia zia Mariuccia, donna dal grande senso commerciale, sentivo spesso dire: Il padrone... è cattivo... è avaro... è ingiusto.
Certo, non si diventa ricchi lavorando onestamente. Il ricco poi non dice mai basta. Nella mia vita non ho mai sentito dire da un ricco: “Mi basta quello che ho". Si vuole sempre più.
Noi non siamo padroni di quello che abbiamo, ma siamo solo amministratori. Un giorno il Signore ci chiederà conto di come abbiamo amministrato le ricchezze materiali che abbiamo ricevuto.
Si amministrano male i beni materiali che il Signore ci ha donato quando li usiamo solo per noi stessi. Beati quelli che sanno condividere i beni ricevuti con generosità. Se oggi il Signore si presentasse nella tua casa per chiederti conto di come hai amministrato i beni ricevuti, puoi dire: "Signore, come puoi vedere il mio conto in banca è di poca cosa perché ho sempre condiviso il pane che mi hai dato con i poveri!”. Se questo non fosse il caso, sii scaltro. Dai quello che hai ai poveri e fallo subito! Il Signore non tiene conto del passato, ma solo del presente.
Il Signore non solo ti ha donato beni materiali, ma anche beni soprannaturali. Li hai usati per la gloria di Dio e per il bene del prossimo? Prima che il Signore venga a chiederti conto di come l'hai usati, vedi se sei stato onesto e zelante nell’amministrazione. Se non lo sei stato, mettiti subito a lavorare. Fai tutto per la gloria di Dio e per il bene del prossimo. Sii scaltro. La morte potrebbe coglierti domani. Ricordati che il Padrone potrebbe venire a casa tua fra vent'anni, ma potrebbe venire anche domani.

Riferimento: Lc 16,1-8














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