Il Granellino

10 Lug 2019


Comunità e fratellanza

Quando vai a celebrare l’Eucarestia domenicale in comunità, conosci tutti i nomi dei presenti? Puoi veramente dire che l'Eucarestia è celebrata con persone che si conoscono e si amano tra loro? Nella Chiesa primitiva non c'erano basiliche, cattedrali e chiese. La celebrazione eucaristica avveniva nelle case private e il numero dei partecipanti non era grande. Essi si chiamavano per nome. C'era un grande amore tra di loro. Ognuno conosceva le gioie e i dolori dell'altro. Intorno alla mensa eucaristica c'era davvero una famiglia di famiglie.
Il prete o il vescovo chiamava tutti per nome. I guai cominciarono con l'Editto di Costantino. Per fare piacere a Costantino entrarono a far parte della Chiesa le folle, senza una lunga e seria preparazione per ricevere il Battesimo. Entrando le folle a far parte della Chiesa, si dovettero costruire grossi edifici di culto. E si perdette così il senso della comunità e fratellanza cristiana. Gli ultimi papi hanno esortato i parroci a dividere la parrocchia in piccole comunità dove si possa vivere lo spirito cristiano della Chiesa primitiva. Per fare questo ci vogliono molti sacerdoti.
Girando per la predicazione, capisco sempre di più una cosa: molti di quelli che frequentano la chiesa continuamente hanno bisogno di essere evangelizzati e istruiti con la parola di Dio. Si fa solo culto. Una fede non illuminata finisce e si spegne. I pastori hanno l'obbligo di istruire i fedeli assiduamente perché ci sia fede, amore e unità nelle comunità parrocchiali e religiose. Se la gente va solo la domenica in Chiesa, c'è bisogno allora che l'omelia sia una catechesi. Il prete non deve preoccuparsi di quelli che hanno fretta o vanno in Chiesa solo per dovere.
Non penso di scandalizzare qualcuno se dico che alcuni preti hanno più fretta dei loro parrocchiani. Una volta un membro della parrocchia dove ho operato mi disse: “Padre, vengo in questa chiesa da 20 anni, ma solo ascoltando le tue catechesi sto capendo che significa essere cristiano”. Cominciamo allora a catechizzare quelli che sono assidui al culto domenicale se vogliamo un nuovo cristianesimo!

Riferimento: Mt 10,1-7














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