Il Granellino

29 Lug 2018


Conservare vs. Condividere

Gesù alzò gli occhi e vide una grande folla che aveva fame. Si commosse e operò il grande miracolo della moltiplicazione dei pani. Grazie alla compassione di Gesù, nessuno morì di fame.
Una volta un uomo mi disse: "Padre, io non vedo poveri intorno a me!". Ed io gli dissi: "È ovvio che tu non vedi gente che muore di fame dal momento che tu vivi e cammini sempre con gli occhi bassi, convinto che sei il solo a vivere in questo mondo. Alza invece gli occhi e vedrai che ci sono molti poveri da sfamare".
Chi è l'egoista? È colui che, volontariamente, vive e cammina con gli occhi bassi per non vedere chi ha fame.
Se vediamo gente che muore di fame è perché ci sono persone che conservano il pane (danaro) nelle loro dispense per sentirsi forti e per paura di diventare poveri. Non hanno capito che il pane condiviso con gioia e larghezza di cuore si moltiplica a dismisura, invece il pane che si conserva egoisticamente finisce, perché maledetto da Dio.
Alzare gli occhi significa prima di tutto avere la consapevolezza che il pane è dono di Dio e che Egli vuole che il pane venga condiviso con i fratelli bisognosi. L'atteggiamento di conservare il pane è diabolico.
 
(A questo punto smetto di scrivere perché sto per entrare nel campo di concentramento di Auschwitz.)
 
Dopo quasi tre ore di visita, cosa ho ascoltato dalla guida e cosa ho visto girando per i Block? La prima cosa che ci ha detto la guida è: "Amici, la causa primaria della morte degli internati è stata la fame!". Infatti, girando per i Block, ho visto foto di uomini, donne e bambini scheletrici che poi, quasi senza vita, venivano mandati nelle camere a gas. Sono scene terribili il cui regista è stato uno solo: il diavolo, con i suoi figli posseduti dallo spirito immondo dell'onnipotenza.           
Oggi la Germania è considerata una delle nazioni più ricche del mondo, grazie alla misericordia di Dio. Per questo motivo, la Germania non può e non deve chiudere gli occhi ai popoli affamati, se nel futuro non vuole conoscere un tempo di miseria.
E noi, individualmente, cosa possiamo fare per i fratelli bisognosi e affamati? Possiamo fare molto con poco. Condividi il tuo pane. Dai, gratuitamente e con gioia, quello che puoi. La tua generosità sarà benedetta da Dio. A casa tua non mancherà mai il pane. Anche i tuoi figli e i tuoi nipoti avranno pane sempre in abbondanza. 
Non essere mai come il ricco Epulone della parabola che non si rendeva mai conto che sulla soglia del suo palazzo c'era Lazzaro.
 
Riferimento: Gv 6,1-15













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