Il Granellino

07 Lug 2018


Diventare leggeri

«Il vero digiuno è accettare con mitezza e umiltà le contrarietà della vita che si presentano all'improvviso...»
L'altro ieri la compagnia aerea Volotea mi avvisa: il volo per Catania è stato cancellato. E la compagnia non mi dà nessun'altra opportunità di volo. Sono rimasto calmo. Una coppia di amici si sono offerti di portarmi qui a Catania con la macchina. Otto ore di viaggio. È stato veramente un digiuno. Certo, il digiuno a pane e acqua è buono, valido ed efficace per controllare le nostre concupiscenze. Ma il vero digiuno è accettare con mitezza e umiltà le contrarietà della vita che si presentano all'improvviso. 
Spesso mi si dice: "Padre, digiuno due volte la settimana come ci esorta la Madonna a Medjugorje!". Ci sono fratelli e sorelle che manifestano un certo orgoglio nel dire che digiunano. Ripeto: il digiuno è valido ed è efficace se il suo fine è crescere nella santità. 
Se digiuni e non difendi il povero che viene umiliato e mortificato dai ricchi e dai potenti di questo mondo, il tuo digiuno non è gradito a Dio.
Se digiuni e non perdoni il tuo nemico, il tuo digiuno non è gradito a Dio.
Se digiuni e ti ribelli quando vieni umiliato e mortificato, il tuo digiuno non è gradito a Dio.
Se digiuni e il giorno dopo ti ribelli se tua moglie, perché molto affaccendata in lavori utili, non è riuscita a preparare un pranzo abbondante, il tuo digiuno non è gradito a Dio. 
Se digiuni e non dai la giusta paga ai tuoi operai, il tuo digiuno non è gradito a Dio.
Se digiuni e ti irriti se un fratello di colore ti chiede una piccola elemosina alla fermata del semaforo, il tuo digiuno non è gradito a Dio.
Digiuna soprattutto con il proposito di diventare leggero, tagliando il grasso dei tuoi peccati.
 
Riferimento: Mt 9,14-17









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