Il Granellino

21 Giu 2019


Edificare

Inizio questo mio insegnamento sul Vangelo d'oggi con una parabola. Un giorno passarono da questo mondo all'altro una donna molto ricca e la sua domestica. Quando si presentarono in Paradiso, un angelo le accolse con gioia e disse loro: "Ora venite con me perché vi porterò nella dimora che Gesù vi ha assegnato nella sua misericordia”. Le condusse al centro del Paradiso e, fermandosi vicino a una casa, disse alla domestica: "Questa è la dimora che sarà tua per tutta l'eternità. Benedetta sei tu perché hai ricevuto gratuitamente e hai condiviso gratuitamente quei pochi beni che avevi". L'esterno della dimora era pieno di oro e argento. L'interno era più ricco dei palazzi dei re. Poi, l'angelo prese per mano la signora della domestica e le disse: "Andiamo alla tua dimora”. Mentre camminavano, la donna diceva tra sé: "Se alla mia domestica è stata assegnata una casa così ricca e bella, quanto più bella sarà la mia". E provava una grande gioia nel suo cuore.
Ma la gioia finì quando, dopo aver camminato per molto tempo, allontanandosi molto dal centro del paradiso, l'angelo si fermò vicino a una casa e disse alla donna: "Questa è la tua dimora eterna". La casa era piccola e pulita, ma senza il luccichio dell'argento e dell'oro, proprio come la stanza che la sua domestica aveva in terra. Delusa e, direi, un po’ triste si rivolse all'angelo dicendo: "Come mai alla domestica è stata assegnata una casa come un castello e a me una casa molto semplice?" Al che l'angelo le rispose: "In terra hai dato poco e senza gioia. Invece la tua domestica ha dato con gioia molto del poco che possedeva. Noi angeli edifichiamo in Paradiso le case secondo i mattoni che c'inviate".
Mi chiedo: "Cosa accadrà a quelli che hanno accumulato i beni di questo mondo solo per se stessi?" Purtroppo molti non pensano né al paradiso né all'inferno. Neppure in molte delle nostre chiese cattoliche, oggi si parla del paradiso o dell'inferno. I Sadducei, gli economi del Tempio, odiavano Gesù perché metteva spesso davanti ai loro occhi il loro peccato che era l'avarizia.
Chi ha orecchio per intendere intenda.

Riferimento: Mt 6,19-23














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