Il Granellino

22 Giu 2018


Il cuore in cassaforte

(Mt 6,19-23)
Mentre celebravo, vidi GINA (nome fittizio) uscire dalla Chiesa frettolosamente. Dopo alcuni giorni incontrai GINA e le chiesi: "Cos’è successo domenica scorsa?".  E la risposta: “Padre, son dovuta correre a casa perché, durante la messa, mi sono ricordata di non aver chiuso la cassaforte. Dentro c'erano i miei gioielli avuti in eredità da mia madre passata al cielo".
Il cuore di GINA non stava nel cuore di Gesù, sede di ogni sapienza e scienza, ma nei gioielli. Con la bocca siamo pronti a dire: "Signore, ti adoro, ti amo e ti lodo", ma nei fatti il nostro cuore dimora altrove. 
C'è un episodio molto significativo nella vita del Santo di Padova. Si stava celebrando un funerale in una città del nord Italia. Anche il Santo era presente. Chi celebrava la Messa era il vescovo della città. Dopo la lettura del Vangelo il Vescovo cominciò a fare l'omelia che, invece di parlare di Cristo morto e risorto per la nostra salvezza, elogiava il defunto per la sua bontà verso i poveri e per la sua grande fede. All'improvviso, Sant'Antonio di Padova si alzò in piedi e, mosso dallo Spirito, disse al Vescovo di porre fine alla sua omelia rivelando a tutta l'assemblea che il defunto si trovava già all'inferno perché in vita faceva l'usuraio. Il Vescovo chiese al Santo un segno per avvalorare la sua affermazione. Il Santo comandò di squarciare il petto della salma e avrebbero scoperto che il suo cuore non c'era più e l'avrebbero trovato a casa sua nella cassaforte. Il Santo ebbe ragione. Il cuore del defunto fu trovato nella cassaforte. Si realizzarono così le parole di Gesù: "Dov'è il tuo tesoro lì c'è anche il tuo cuore".
In Paradiso avremo molte sorprese: alcuni di quelli che noi pensiamo che siano all’Inferno sono stati invece accolti in Paradiso.













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