Il Granellino

10 Mag 2017


Il pastore che conduce verso la vita senza confini

Gv 10,1-10

1«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. 7Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

Riflessione

In una piccola parola è sintetizzato ciò che rende inconciliabili il pastore e il ladro. La parola immensa e breve è «vita». Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Unica è la vocazione di tutte le creature: avere la vita in pienezza. Unico il progetto di Dio: che l'uomo diventi Figlio e viva di vita divina. Unica la condizione: avere desiderio di essa. E ascoltare quella voce che chiama le sue pecore una per una, per nome, quel Gesù per cui non esiste la massa, e ciascuno ha volto e nome.
La parola «vita» è un filo che lega insieme tutta la Scrittura; con essa il serpente seduce Eva: non morirete, anzi avrete vita come quella di Dio; è la supplica dei Salmi: fa' che io viva! Salva la mia vita! Fammi camminare sui campi della vita! Giona si adira con Dio perché non è come un ladro che ruba, uccide, distrugge Ninive ma è come un pastore di vita abbondante per i centoventimila della città che non sanno distinguere la destra dalla sinistra. Il primo, il principale di tutti i comandamenti dice: scegli la vita. Tutta la legge di Mosè è introdotta da questo: «Hai davanti a te la vita e la morte. Scegli!» E dice, supplica, ti prega: scegli la vita! Vita è tutto ciò che possiamo pensare per riempire questo suono, tutto ciò che possiamo
desiderare. Vita è respiro, forza, salute, amore, relazioni, gioia, libertà, parola che tracima, che cambia il desiderio e le mete, che deborda nelle terre di Dio.
La storia del mondo altro non è che un pellegrinaggio verso la vita, la vita abbondante che Gesù descrive così, come una porta (io sono la porta) che si apre sulla terra dell'amore leale, più forte della morte (chi entra attraverso di me si troverà in salvo); più forte di tutte le prigioni (potrà entrare e uscire), dove si placa tutta la fame e la sete della storia (troverà pascolo). Gesù Cristo è e dà la vita, ma la vita in abbondanza. Definitiva, eterna. Non solo la vita necessaria, non solo l'indispensabile, bella quel minimo senza il quale la vita non è vita, ma la vita esuberante, magnifica, eccessiva, bella, uno scialo di vita, un centuplo. Manna per quarant'anni nel deserto, pane per cinquemila, anfore riempite fino all'orlo, acqua trasformata nel vino migliore, pelle di primavera per il lebbroso, pietra rotolata via per Lazzaro, cento
fratelli, vaso di nardo prezioso e casa riempita di profumo.
Come ogni amore che se non è eccessivo, non è amore. «Il Regno verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (G. Vannucci). Dio non vuole rispondere ai tuoi bisogni essenziali, questo lo faranno altri, ma vuole far fiorire tutte le tue potenzialità. Ti dona molto più di quanto è necessario per sopravvivere, dona eternità a tutto ciò che di più bello porti nel cuore.

p. Ermes Ronchi






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