Il Granellino

01 Lug 2018


Il tocco che salva

Finché c'è fede c'è speranza, e la vita si rianima.
Non è il mantello che guarisce la donna, ma la sua fede. Non c'era niente di magico nel mantello di Gesù, ma c'era un potere salvifico nella fede in Gesù, Medico delle anime e dei corpi; ecco perché Gesù le dice: "La tua fede ti ha salvato". Sarebbe sciocco pensare che è il bisturi a guarire l'ammalato e non il medico con il suo carisma. È sempre la fede che causa il miracolo. Alcuni cattolici amano più l'immagine di Gesù che la sua Parola; amano di più fare digiuno che avere fede in Gesù Cristo; amano di più fare un pellegrinaggio per il perdono dei peccati che avere fede in Gesù Cristo; amano di più portare il Rosario al collo che dire come Maria: Ecco, sono la serva del Signore". Non sono gli oggetti sacri che ci salvano, ma la fede nell'amore misericordioso di Gesù.
Gli oggetti sacri non hanno in sé nessun poter per salvarci. Essi ci ricordano solo di qualche episodio della vita di Gesù o di qualche Santo. Qualche volta si crede di più in qualche forma di preghiera o gesto liturgico che in Gesù Cristo. A volte mi si dice: "Ho fatto i primi nove venerdì del mese e sono certo che mi salverò". Certamente Gesù è fedele alle sue promesse, ma a una condizione: che si viva con la fede e obbedienza alla sua Parola di vita eterna. Il culto senza fede non salva. 
A volte si pensa che solo l'appartenenza a un gruppo di spiritualità o una istituzione ecclesiale sia uno strumento di salvezza. Non è affatto così. Ci vuole fede per sentirsi dire da Gesù: "Va' in pace, la tua fede ti ha salvato!".
Il devozionismo non salva. Le devozioni sono causa di salvezza solo se ci fanno crescere nella fede in Cristo Gesù. Che si continui a fare le novene, i tridui e le processioni, ma facciamole con fede! Riempiamo le nostre case di oggetti e immagini sacre, ma con l'impegno a emulare quello che ha fatto Gesù e i suoi Santi! Andiamo in pellegrinaggio ai vari santuari, ma ritorniamo a casa con più fede nel cuore e che l'unica preoccupazione non sia quella di portare oggetti sacri a parenti e amici, favorendo così il commercio del Sacro.
 
Riferimento: Mc 5,21-43













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