20 Nov 2019


La fede: un seme da far germogliare

Non sciupare tempo a pensare quando sarà la seconda venuta di Gesù Cristo. Non ascoltare neppure quelli che dicono o scrivono che, per quello che sta accadendo nel mondo e nella Chiesa, la fine del mondo è vicina. Non dimenticare che mille anni agli occhi di Dio sono un giorno solo, come dice la Sacra Scrittura.
Come bisogna impiegare il tempo che il Signore ci dona? Non in speculazioni teologiche o elucubrazioni mentali, ma nell'impegno quotidianiano di far fruttificare i doni naturali e soprannaturali per dare gloria a Dio e beneficare gli uomini.
Nel mondo spirituale il Signore ci ha fatto un grande dono. Sai qual è? È la fede. Per moltissimi cattolici questo grande dono è stato sotterrato nel giorno della prima comunione. Sono passati molti anni da quel giorno, ma, a causa dell'ozio, il chicco di fede non è mai germogliato e non ha portato frutto. C'è stato tempo per tutto, ma non per far crescere e moltiplicare il dono della fede.
Verrà il giorno della morte e la prima cosa che ci chiederà l'Autore (Gesù Cristo) della fede è: Cosa hai fatto del dono della fede?
Il Signore non vuole che ci presentiamo da soli davanti a Lui. Egli vuole che noi gli diciamo: “Signore, non sono stato ozioso, ma ho lavorato. Grazie alla mia evangelizzazione, molti altri sono entrati a far parte della tua Chiesa”. Se ci presenteremo davanti al Signore in compagnia di altri fratelli e sorelle che hanno conosciuto e accolto la Salvezza di Gesù Cristo, beati noi, perchè le porte del Paradiso si spalancheranno davanti a noi.

Riferimento: Lc 19,11-28






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