Il Granellino

28 Mar 2019


Non temere la calunnia!

Non aspettarti che, dopo aver fatto una buona azione con vera carità , tutte le persone parleranno bene di te. Ci sarà sempre qualcuno che, posseduto dal demone dell'invidia ti calunnierà per distruggere la buona reputazione che hai. La calunnia è sempre causata dall'invidia. Di solito il calunniatore, per giustificare il suo peccato d'invidia, calunnia l'innocente. È quello che è capitato a Gesù, come vediamo chiaramente nel Vangelo di oggi. Gli invidiosi della popolarità di Gesù spargono la notizia che scaccia i demoni nel nome di Lucifero. L'Innocente viene chiamato amico intimo di Lucifero. L'invidia è una brutta bestia perché è la fonte di ogni peccato. Gesù viene messo in croce per invidia. A volte la gente mi chiede: "P. Lorenzo, sei mai stato bersaglio dell'invidia?" Purtroppo, devo dire che, spesso sono stato (lo sono ancora e lo sarò) calunniato. Ma la freccia velenosa dell'invidia non ha mai trapassato il mio cuore. Certo, non mi ha fatto mai piacere essere calunniato. Calunniato dagli invidiosi, sono stato sempre più spronato a vivere nella Verità. La mia difesa non è stata mai quella di mettere in pratica il detto "occhio per occhio", ma affidare la mia difesa al Signore.
Il mondo è pieno di calunniatori. Ci sono calunniatori nel mondo politico, lavorativo, familiare e persino nel mondo ecclesiale. I calunniatori, che hanno la lingua di una vipera, dimorano anche (mi dispiace dirlo) nei conventi e nelle case religiose. Chi di solito non è perseguitato dalla calunnia? Chi vive di compromessi. I diplomatici sono persone delle quali si parla sempre bene. C'è un avvertimento di Gesù che dice: "Guai a voi quando tutti parlano bene di voi!".
Gesù veniva continuamente calunniato perché smascherava l'ipocrisia di molti farisei, scribi e sacerdoti. Solo chi fa il bene viene calunniato. Non aver paura del calunniatore. La Verità verrà sempre a galla.
Beati quelli che saranno calunniati a causa del Vangelo perché riceveranno una effusione abbondante dello Spirito Santo.

Riferimento: Lc 11,14-23














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