Il Granellino

29 Mar 2017


Occhi che si riempiono di luce per vedere oltre le apparenze

Gv 9, 1-41

In quel tempo, Gesù 1passando, vide un uomo cieco dalla nascita; 6sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». 9Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 13Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». 34Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. 35Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». 36Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». 38Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Forma breve (Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38)

 

Riflessione

Il vangelo racconta la conquista della luce. Quante volte ho visto spegnersi occhi intelligenti e acutissimi che dicevano di vedere e prevedere anche il domani. Basta una lacrima e i contorni delle cose si oscurano e gli orizzonti si spengono. Basta il velo di qualche lacrima, un evento doloroso che preme e diventiamo come ciechi, il cielo si fa nero e ogni strada è senza uscita. Gli occhi che portano lontano vanno conquistati, non sono un prodigio di nascita. Gesù non cessa di ripeterlo: il Vangelo è là per coloro che vogliono imparare e vedere oltre la superficie dei fatti e delle cose. La vista va conquistata, la capacità di vedere oltre le apparenze va raggiunta. Come? Guardando la vita come la guarda Dio: l'uomo guarda le apparenze. Dio guarda il cuore (1 Sam 16,7) Come? Posando come Gesù il cuore e le mani sul volto del fratello che soffre. In realtà è la luce che cerca me, che mi si fa vicina, che mi passa accanto e mi vede: Gesù passando vide un uomo cieco. E subito inizia tutta una piccola liturgia di dita, di acqua, di saliva e di fango, liturgia di Cristo attorno al viso di un cieco, attorno al nuovo tempio di Dio che è il corpo dell'uomo. Chi è colpevole, lui o i genitori? Gesù lascia ad altri l'analisi del male, lui guarisce; annulla la teologia del castigo (non è Dio che spegne gli occhi dei suoi figli, non è lui che manda il cancro) e ritorna alla teologia della creazione, a un Dio ancora e sempre intento a fare e a rifare l'uomo.
Spero tanto di essere diverso dai Farisei che il Vangelo oggi ci mostra. Sì, perché di fronte alla gioia di un pover'uomo che vede per la prima volta il sole e gli occhi di sua madre, anche gli alberi, se potessero, applaudirebbero, anche i fiumi batterebbero le mani, come dice il salmo. Loro, no. I Farisei sanno la teologia e la morale e dimenticano la vita; sono i puri che non perdono mai la testa, perché non si commuovono mai. E facile essere credenti senza bontà; è facile anche essere teologi e preti senza bontà. È facile ed è mortale. Funzionari delle regole ed analfabeti del cuore. Difensori della sana dottrina e indifferenti al dolore. Ma è l'uomo la strada maestra della Chiesa, sempre. I Farisei guardano alla teologia e non vedono l'uomo e il suo miracolo. Mettono Dio contro l'uomo ed è il peggio che possa capitare alla religione.
L'essenza etica del cristianesimo è il valore assoluto di qualsiasi persona umana. L'opposto di ciò che pensano i Farisei di sempre. C'è più vita nel grido di un uomo ferito che in tutti i libri. “Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso” (Dostojevskij), e vedrai oltre le apparenze, vedrai l'essenziale invisibile agli occhi.

P. Ermes Ronchi






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