Il Granellino

12 Set 2019


Perdono

"Padre Lorenzo, chiedimi tutto, ma non chiedermi di pregare per mio marito che ha distrutto una famiglia, anzi due: la mia e quella della sua amante!", così mi diceva una donna tradita e abbandonata da suo marito. E lo diceva con rabbia, una rabbia che durava da molti anni, nonostante che frequentasse la chiesa assiduamente. Perché bisogna pregare per chi ci ha messo in croce? Perché il carnefice si ravveda, chieda perdono conosca la misericordia e non vada all'inferno. Il primo atto di amore che il cristiano è chiamato a fare da Dio, amore misericordioso, è il forte desiderio che nessuno vada all'inferno.
"Maria, vai a far visita al tuo vecchio amico Francesco che è seriamente ammalato. Certamente gli dareste una grande gioia". E Maria mi risponde senza indugio: "Mai e poi mai. Quell'uomo mi ha fatto molto male. Pensavo che fosse un uomo onesto. Ma con i suoi imbrogli mi ha mandato la mia azienda in rovina". Ed io: "Come cristiana, sei chiamata a mettere in pratica il comandamento dell'amore che dice: Ama il tuo nemico". Ma Maria, assidua frequentatrice della chiesa, mi risponde: "Padre, Dio è misericordioso, ma io no!". Ed io aggiungo: "Se non perdoni, non avvicinarti all'altare per ricevere il Sacramento dell'amore!".
Dio è misericordia. Gli uomini di fede che si sentono e si vedono sempre debitori davanti a Dio, quando pregano spesso dicono: "O Dio, come fai ad amare me che sono così peccatore?". E la voce di Dio risponde: "Perché sono un Dio di misericordia! Ecco perché vi ho mandato mio Figlio Unigenito per salvarvi dalla morte eterna.
Chi non perdona conoscerà la morte eterna. Sii misericordioso e troverai misericordia nell'ora del giudizio".

Riferimento: Lc 6,27-38










Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok