Il Granellino

18 Apr 2019


«Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo»

Giovedì Santo

Cosa siamo chiamati a rivivere misticanente con la celelebrazione del Giovedì Santo? L'istituzione del Sacramento dell'Eucaristia e del Sacerdozio. Il duplice Sacramento che i nostri fratelli protestanti non riconoscono. Il mistero della morte e risurrezione di Gesù Cristo si rinnova ogni volta che celebriamo l'Eucarestia. "Fate questo in memoria di me", disse Gesù agli apostoli nell'istituire il Sacramento dell'Eucaristia che ci ricorda che il Signore è fedele nell'amore verso l'uomo. Per questo motivo l'uomo non deve mai smettere di benedire e ringraziare il Signore per la sua morte in croce che ci ha guadagnato il Paradiso. Purtroppo, sono pochi i cristiani che ogni domenica, lasciando gli affari del mondo, si recano in Chiesa per celebrare il mistero della nostra fede.
L' Eucarestia unisce i membri della Chiesa nell'unità e nell'amore. Intorno alla mensa eucaristica siamo tutti uguali nella dignità dei figli di Dio. Nessuno è superiore o inferiore all'altro. L'Eucarestia ci porta a lavarci i piedi gli uni con gli altri. Qualcuno dirà: "Ma tutto questo non si verifica nella mia comunità parrocchiale!". Significa allora che si fa solo culto.
Senza il sacerdozio non c'è Chiesa così come non c'è neppure l'Eucarestia. Prima si diceva che il sacerdote è un altro Cristo. Oggi lo dicono solo in pochi. Forse per gli scandali che stiamo dando noi preti. Diceva un santo (se ricordo bene, San Francesco d’Assisi): "Se incontro un sacerdote o un angelo, il mio primo saluto sarà rivolto al sacerdote". La dignità del sacerdozio che deriva dalla successione degli Apostoli la comprenderemo solo in Paradiso.
Pregate per noi sacerdoti affinché non siamo dei mercenari del Vangelo, ma, ricolmi dello Spirito Santo, possiamo manifestare il volto e il cuore di Gesù. Se non viviamo secondo lo Spirito di Cristo, correggeteci fraternamente. Non abbiate paura di dirci: "Non è lecito per te fare o dire...". Più peccatori sembriamo ai vostri occhi, più pregate per noi. Colgo l'occasione di ringraziare tutti quei fratelli e sorelle che, nei miei giri missionari, mi danno stima e amore.

Riferimento: Gv 13,1-15

Foto: Ultima Cena, Abbazia di Pomposa














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