Immaginare

22 Feb 2019


A ognuno il suo… cammino

Prendo spunto da un articolo che avevo preparato in occasione di un Master in Teologia Ecumenica. L’ecumenismo è quel movimento che cerca di far dialogare i cristiani per arrivare a vicendevoli scambi e confronti anche se qualche “contenuto” di fede può risultare non pienamente coincidente. (Per approfondire, Meneghetti Carlo, Per una pedagogia dell’ecumenismo, in AA.VV., «Rivista studi ecumenici», nn. 1-2 Gennaio-Giugno 2014, Istituto studi Ecumenici San Bernardino, Venezia, pp. 237-243.)
Forse avrai sentito parlare del “Signore degli Anelli” e di Tolkien, nel famoso romanzo troviamo il canto della strada:

“la Via prosegue senza fine

Lungi dall'uscio dal quale parte.

Ora la Via è fuggita avanti,

Devo inseguirla ad ogni costo

Rincorrendola con piedi alati

Sin all'incrocio con una più larga

Dove si uniscono piste e sentieri.

E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

(TOLKIEN J.R.R., Il Signore degli Anelli, Bompiani, Milano 2004 (20), p. 117.)

Con questo canto della strada Frodo inizia il suo cammino consapevole che potrà trovarsi innanzi a qualche bivio, a qualche fermata inaspettata, a qualche incidente di percorso.
Il protagonista si pone molte domande circa l’esito della sua avventura, conosce i pericoli ma lascia le sue certezze e si mette in viaggio…
Pensa a tutti i cammini che ogni giorno percorri anche tu!
Il termine “cammino” etimologicamente significa strada e, il paradigma del cammino, si addice molto bene “alla vita” di ogni persona.
Si cammina verso un progetto, verso una persona, verso un compito, verso un ideale, verso…
Come suggerisce Goethe “la vera meta è il viaggiare stesso” e, in questo camminare, si scoprono anche le proprie ricchezze interiori e quelle dei compagni di viaggio.
Può capitare che i punti di vista diversi ostacolino lo sguardo e l’orizzonte appaia confuso e sfocato, in questo caso ci potrebbe venire in aiuto l’arte del decentramento.
Hai presente di cosa si tratta?
Il decentramento ti permette di cambiare punto di vista, di “immergerti” nel tuo interlocutore per considerare la sua prospettiva; prova a pensare alla favola di Biancaneve raccontata dallo Specchio o dalla mela o dal cacciatore…
I personaggi sono gli stessi ma cambia il loro raccontare e raccontarsi.
Magari ti sarà capitato di sentir parlare di Marianella Sclavi, da anni si occupa di educare all’ascolto, ha scritto numerosi testi tra cui “Arte di ascoltare e mondi possibili”, edito da Mondadori, qui trovi le sue preziose 7 regole dell’ascolto.
Per fortuna, il nostro viaggio, ci permette un confronto ascoltando e osservando ogni lato esteriore/interiore e, alla fine, l’importante sarà guardarsi indietro e non avere rimpianti! Le scarpe potranno essere usurate, la bisaccia lacera, la maglietta con qualche macchia ma la soddisfazione per il traguardo raggiunto, anche grazie alla fatica, saprà ridonare lucentezza alle scarpe, una toppa alla bisaccia e una pulita alla nostra t-shirt. Buon cammino!






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