Immaginare

02 Ago 2019


Tra analogico e digitale

Quando mi trovo a chiacchierare del mondo digitale con amici, conoscenti, colleghi, parenti, studenti o ex studenti, etc., riscontro tre filoni di pensiero sulla tematica:

1) si stava meglio una volta quando non c’era il telefonino e le persone si guardavano negli occhi;

2) evviva il digitale, ci ha portato in una nuova era e ci auguriamo altri grandi innovazioni;

3) il digitale è un dono, non ha senso parlare di analogico o digitale, il nostro obiettivo è quello di amalgamare entrambi i mondi e di viverli responsabilmente.

Io mi uniformo con il terzo gruppo di persone che cercano di valorizzare quanto di buono c’è nell’analogico e nel digitale.

Riporto l’esperienza vissuta lo scorso fine settimana a Milano al Campus Party Italia, dove un nutrito gruppo di persone, soprattutto giovani, ha dato vita a scambi, relazioni e incontri, valorizzando online e offline, trasformando i due vissuti in “on-life”.
Cos’è Campus Party?
È un’esperienza sull’innovazione e sulla creatività, aperta a tutti, che ospita interventi che spaziano dalla tecnologia al volontariato, dal prolem solving all’etica, dalla ricerca di nuove professioni alla media education e così via…
Singoli o gruppi che da tutta Italia si danno appuntamento per arricchire il proprio bagaglio culturale; sono numerose le Università partner e le associazioni, imprese, aziende che aderiscono all’iniziativa apportando un notevole valore aggiunto.
Personalmente ho assistito a una decina di interventi scelti in particolare modo legati alla creatività e alla comunicazione digitale trovando spunti interessanti e da approfondire.
Da Burioni a Gino Strada, da Sir Tim Berners-Lee a Quintarelli, è stato un continuo susseguirsi di proposte accattivanti e arricchenti.
Cosa mi sono personalmente portato a casa?
La convinzione del sopracitato punto 3!
Il venerdì sera il tema conduttore riguardava il gioco. Inizialmente, visto il contesto, il mio pensiero è subito corso verso il gioco digitale. Con molto stupore, invece, mi sono trovato innanzi a un tavolo “traboccante” di giochi da tavolo e, con altrettanto stupore misto a non poca soddisfazione, ho trovato una nutritissima fila di giovanissimi, giovani e meno giovani in attesa di scegliere e provare un gioco in scatola.
Alle ore 3.40 c’era ancora chi stava giocando.
Parallelamente un altro gruppo di giovani era intento a rispondere a numerosi quiz attraverso l’applicazione Kahoot!, il tutto magistralmente condotto con commenti e approfondimenti del presentatore.
Ho trovato stimolante anche la reciproca contaminazione: i giocatori impegnati nei tornei “classici” rispondevano alle domande sull’app e, i giocatori più digitali, passavano tra i tavoli confrontandosi e chiedendo lumi sulle partite.
Questo è quanto mi appare quando penso ad una quotidianità consapevole analogica e digitale: dialogo, cammino, scambio e arricchimento reciproco.
Cosa serve?
La scintilla che renda possibile tutto ciò! L’occasione e ognuno può dar vita a questa occasione.

Buon cammino.






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