1 settembre 2016: LA GIORNATA DEL CREATO

“Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”

Questo il messaggio di Papa Francesco nella Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, evento di carattere ecumenico, istituito l’anno scorso da Papa Francesco, che unisce nella preghiera le diverse confessioni cristiane presenti in Europa.

Nel nostro Paese, l’appuntamento fa parte già da tempo dell’agenda pastorale. La Chiesa italiana, infatti, ha istituito la Giornata nazionale per la custodia del Creato undici anni fa. Nell'anno della misericordia, la Cei ha scelto come tema della corrente edizione "La misericordia del Signore per ogni essere vivente”.

Sullo sfondo, naturalmente, l’Enciclica "Laudato si'" di papa Francesco dedicata alla tutela e al rispetto dell’ambiente e all’attenzione e alla responsabilità verso il prossimo, soprattutto verso i poveri e i dimenticati. È questo un testo di riferimento sia nel mondo cristiano che nel dialogo con altre fedi e con ambienti politici, culturali, scientifici diversi fra loro ma sensibili all’appello lanciato dal papa.

Nel nostro Paese la Giornata del Creato coincide con i drammatici giorni del terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, portando con sé morte, sofferenza, smarrimento e distruzione. In tale scenario, emerge la fragilità del Pianeta, fragilità connaturata alla nostra stessa esistenza. Dobbiamo renderci conto che non siamo onnipotenti, cionondimeno abbiamo una grande responsabilità nei confronti del creato. Riconoscendoci piccoli dinnanzi alla vastità e alla potenza della natura, non possiamo che abbandonare la pretesa di dominarla, controllarla e manipolarla; al contrario, cercare di stabilire un rapporto armonico con essa. C’è un Mistero insito nella natura che dobbiamo imparare a contemplare... Certo, forse non possiamo evitare certe catastrofi, ma possiamo almeno tentare di lenirle attraverso la cura del patrimonio comune e la solidarietà verso il prossimo.

Ecco allora che sarà veramente possibile dire, pensare vivere Laudato si'. Leggere l'Enciclica di papa Francesco nell'anno della Misericordia può essere un buon inizio: imparare ad ascoltare il gemito e la sofferenza della nostra terra oppressa e devastata, assieme a quello dei poveri più abbandonati e maltrattati; sviluppare in noi una certa sensibilità verso il Mistero che permea l’essere vivente; prendersi cura della creazione che abbiamo ricevuto come un dono da coltivare e proteggere per le generazioni future.

 








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