La Dimensione Spirituale

12 Nov 2016


"Amor che move il sole e l'altre stelle"

La presunta lettera di Albert Einstein alla figlia: uno straordinario inno all’amore, inteso come forza universale, la più potente, perché attrae, unisce e crea, a differenza dell’odio che, al contrario, respinge, separa e distrugge; se vogliamo salvare il mondo, l’amore è l’unica possibilità alla quale affidarci.

In questi giorni mi sono imbattuta nella lettera che - pare - Albert Einstein abbia dedicato alla figlia Lieserl. Da una rapida ricerca online, emerge la dubbia paternità di questa lettera: non è certo si tratti di una missiva scritta da Einstein di proprio pugno; certo è che il messaggio veicolato è davvero prezioso, e non è da escludere sia frutto del pensiero del famoso scienziato.

Che Einstein concepisse l’universo come ordinamento misterioso e straordinario è risaputo:

Noi vediamo un universo meravigliosamente ordinato che rispetta leggi precise, che possiamo però comprendere solo in modo oscuro. I nostri limitati pensieri non possono afferrare la forza misteriosa che muove le costellazioni.

Allo scienziato spetta il compito di scoprire le leggi sottese al funzionamento del Tutto con l’atteggiamento di chi contempla e indaga ciò che lo trascende per vastità e potenza; atteggiamento, peraltro, non sconosciuto alla scienza moderna, il cui padre fondatore, Galileo Galilei, ammette di indagare la natura cercando di scorgere in essa l’impronta di Dio, che possiamo altrimenti chiamare Armonia cosmica, Forza vivificante, Amore. Del resto, Einstein stesso, che non escludeva la parola “Dio” dal suo vocabolario, dichiarava:

Io non credo in un Dio personale, se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare. Io credo nel Dio di Spinoza che si rivela nella ordinaria armonia di ciò che esiste, non in un Dio che si preoccupa del fato e delle azioni degli esseri umani.

Ora, senza sforzarci, in questa sede, di definire la complessa religiosità dello scienziato (che richiama Spinoza ma, al tempo stesso, rifiuta l’etichetta di “panteista”, accetta la trascendenza divina ma abbraccia anche una certa concezione immanentista del divino in quanto presenza misteriosa nella natura stessa), è chiaro che da un’impostazione di questo tipo possano fiorire parole d’amore come quelle riportate nero sua bianco nella lettera.

Al di là della loro vera o presunta appartenenza, sono parole belle da leggere e da ascoltare. Ve le proponiamo nella versione audio-video. Certo è che se davvero sono parole di uno scienziato del calibro di Albert Einstein, esse acquistano ulteriore significato e bellezza. Un prezioso messaggio da veicolare soprattutto nel mondo della scienza e della tecnica.

Nel titolo un verso di Dante Alighieri,"Divina Commedia", Paradiso XXXIII, 145.








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