La Dimensione Spirituale

02 Giu 2019


Cambiamo il mondo, cambiando le parole!

“Se credete con ogni fibra del vostro essere che esista una via, probabilmente la troverete” Richard Bandler
Quanti di noi si sono trovati nella vita ad un punto in cui continuavano a ripetersi “Non ce la farò mai!”, “È troppo difficile!”, “Non posso andare avanti!”… Quanti di noi si sono trovati a dire “Maledetta quella volta!”, “Capitano tutte a me!”, “Sono sfortunato!” “Sono un incapace”...? E potremmo continuare per altre dieci pagine.
Ora, quali sono i risultati che abbiamo ottenuto? Ci siamo sentiti meglio? Più motivati? Più forti? Più fortunati? Più bravi? Oppure eravamo sempre più stanchi e frustrati con due voci distinte dentro di noi, una che rispondeva “È vero...”, l’altra che sussurrava “Non è vero!”? E quale vocina aveva ragione alla fine? O meglio, a quale vocina abbiamo deciso di dare ragione?
Un mentore nella mia vita mi ha insegnato che noi parliamo sempre, parliamo con chi ci sta accanto, parliamo per telefono, parliamo scrivendo parole sui social, scriviamo messaggi... ma soprattutto parliamo con noi stessi, continuamente, incessantemente... e queste parole che diciamo e soprattutto ci diciamo producono in noi pensieri, sensazioni, emozioni... quello che diciamo ad alta voce o scriviamo genera anche in chi ascolta o legge delle reazioni.
Quindi possiamo dire che la parola crea? Sì, certamente! Perché quelle emozioni genereranno il più delle volte delle azioni, dei fatti, quindi siamo in qualche modo creatori della realtà che ci circonda e della nostra realtà interiore!
Avete presente la citatissima parola “Abracadabra”, mitica esclamazione di maghi e prestigiatori? Conoscete la sua origine?
Ci sono molte ipotesi: le più avvalorate spiegano che questa parola proviene dall’aramaico Avrah KaDabra che significa Io creerò come parlo; oppure dall’ebraico ha-bĕrakāh dabĕrāh ossia pronunciare la benedizione o ancora da Abreq ad habra con significato di invia la tua folgore fino alla morte.
E qui si apre il pozzo di letteratura, magia bianca, magia nera, creazione, distruzione, etc. Una cosa è certa: quello che diciamo, quello che ci diciamo, creerà (o distruggerà) la realtà che viviamo. Se ci vediamo quindi avviluppati in un tunnel senza via d’uscita, la prima domanda che dovremmo porci è: “Qual è il mio atteggiamento verso questa situazione? In che modo sto parlando dentro me stesso nei miei dialoghi interiori? Sto dicendo che sono sempre il solito, che non combini mai niente?” 
Se vogliamo cambiare le risposte che riceviamo, quindi, abbiamo la possibilità di cambiare le domande o le affermazioni che facciamo! Come? Pian piano, mentre ce ne rendiamo conto, sostituendo per esempio, i devo, con i posso, i non devo fare così, con il potrei fare in quest’altro modo... Ciò non toglierà forse durezza o fatica alla situazione in cui ci troviamo, però sono sicuro che potrebbe farci vedere le cose da un’altra prospettiva, magari la migliore per scalare quella montagna apparentemente insormontabile che ci sta di fronte.
Siamo quindi, in qualche modo, dei creatori. Perché tramite le parole possiamo cambiare la nostra vita e quella di chi ci sta vicino. Nella Bibbia troviamo scritto “Dio disse - e sia la luce - e luce fu”, e Lui è il primo Creatore, e tramite cosa ha creato la luce? Tramite una parola! “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il verbo era Dio...”!
Per questo, se vogliamo davvero cambiare il mondo, o semplicemente cambiare una situazione, abbiamo un’arma potentissima e non ce ne rendiamo conto! Basterebbe cominciare a chiederci cosa ne pensiamo a riguardo, con che parole la definiamo, cosa diciamo nell’affrontarla... e una volta trovate, quelle parole, se saranno parole disfunzionali (cioè che servono solo ad aumentare la nostra frustrazione e non portano a una soluzione), basterà cominciare con il sostituire tali parole con altre più funzionali che possono portarci a trovare la via d’uscita! Vogliamo cambiare qualcosa in noi stessi ma vediamo che non ci riusciamo? Sotto sotto forse nel nostro intimo ci stiamo dicendo “Non sono abbastanza”. Allora possiamo cominciare a ripeterci “Io sono abbastanza”! Una, due, cento volte al giorno… “Io sono abbastanza”, “Io valgo perché esisto!”.
È una cosa facile? Per alcuni sì, per altri meno, o forse è facile per tutti, basta cominciare per scoprirlo!





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