La Dimensione Spirituale

17 Mar 2019


COME IN CIELO COSÌ IN TERRA

“La famiglia è lo specchio in cui Dio si guarda e vede i due miracoli più belli che ha fatto: donare la vita e donare l’amore”. S. Giovanni Paolo II

È domenica mattina, e ieri abbiamo avuto in parrocchia uno degli incontri con le giovani coppie di sposi che teniamo periodicamente per stare insieme, scambiarci qualche esperienza e pregare un po’. Oggi alla luce della giornata trascorsa riecheggiano in me alcuni dei temi su chi abbiamo discusso, in particolar modo il nostro legame personale, e poi di coppia, con l’aldilà

Cos’è questo “aldilà”?

Beh, anche per un non-cristiano, sensibile ai temi della crescita spirituale, non è difficile comprendere che noi esseri umani siamo fatti di carne, ossa, sangue e… un’anima, uno spirito destinato a durare più di tutto il resto, qualcosa che trascende questo mondo e ci porterà con la nostra coscienza, con il nostro IO, da qualche altra parte dopo la morte.

Allora partendo dal presupposto che quel che c’è dietro l’unione di due persone ricopre un significato trasversale alle religioni stesse, mi sono chiesto il significato di tale unione rituale, del rito del matrimonio.

Intanto per il mondo cattolico il matrimonio è un sacramento, e per la Chiesa “sacramento” significa “segno efficace della grazia”, nel suo senso originario stava ad indicare il “Musthrion” (nel Vecchio Testamento), il “Mistero” attraverso il quale si entra in comunicazione con realtà nascoste agli occhi. Nel mondo latino si è invece gradualmente passati a “Sacramentum” che indica più “Patto, Alleanza”.

Al di là del significato cattolico, il “Sacramento” della Chiesa è assimilabile anche a ciò che in molte altre religioni viene indicato con “Iniziazione” o “Rito iniziatico”. Vediamo però tutte queste parolone cosa significano. In sostanza attraverso il rito, l’iniziazione, il sacramento appunto, la nostra realtà umana viene trasfigurata, la parte spirituale nostra si collega con la sorgente dalla quale deriva e sancisce un cambiamento oggettivo, non tangibile ma reale, che la rende diversa, trasformata, rispetto a come era prima di tale rito. Ed essendo la nostra anima unita al corpo, tale trasformazione si riflette anche su di esso, per questo motivo diventiamo con il rito del matrimonio “un corpo solo, e un anima sola”, pur restando due corpi distinti e due anime distinte, il rito del matrimonio (i cui celebranti sono gli sposi, e non il sacerdote) sancisce un legame spirituale tra le due anime e Dio, tra ciò che è in Cielo e ciò che è in Terra (“come in cielo così in terra”). Da questo deriva la potenza del rito, del sacramento, e per questo motivo non andrebbe preso alla leggera: in quel momento io sto scrivendo nel libro dell’infinito, nel libro del mondo spirituale a cui il mio spirito appartiene, che la mia anima è unita a un’altra e viceversa, e che tutto ciò che verrà generato da queste anime appartiene a questo nucleo che si è creato, in un’unione spirituale magnifica ed eterna, stiamo unendo questa nostra realtà, passata, presente e futura, con una forza spirituale che nessuna regola umana può slegare.

Quindi ora a chi mi chiede “a cosa serve sposarsi”, “noi ci amiamo e stiamo insieme ugualmente”, a chi mi domanda dell’importanza del rito (non per forza cattolico), io posso rispondere: certo, potete stare insieme ugualmente, l’amore è una forza immensa, ma la “grazia” lo è ancora di più; se sei pronto/a a unirti in questo modo spirituale per tutto ciò che questa unione rappresenta per la tua anima nel tuo passato, nel tuo presente e nel tuo futuro, il rito trasformerà l’amore e lo scriverà nell’infinito.

Questa è la vera forza del matrimonio come rito, come espressa volontà di unire in cielo, nell’infinito, nello spirito, ciò che simbolicamente con segni e parole si sta unendo qui su questa terra. E questa è la forza che tiene unito poi il matrimonio: se ci si immerge totalmente in questo “Mystherium”, da lì si può attingere alla grazia che compensa l’amore che, a volte, essendo umani, può venire meno.

Oggi purtroppo si sta perdendo la dimensione spirituale dell’essere umano, e questo significato che trascende la realtà umana che viviamo non è più vissuto in ogni campo, non solo nel matrimonio. Ci stiamo privando del nostro legame con il cielo, con l’eternità, con lo spirito, e di conseguenza, tagliando questo “cordone”, non possiamo più attingere al nutrimento che trasforma la realtà che possiamo osservare con gli occhi. Ma dalla nostra parte vi è sempre la “grazia”, quella grazia nominata anche da Sant’Agostino, una grazia che viene in nostro soccorso e ci salva da questa situazione “mortale” solamente terrena, solamente umana, e ci fa vedere la nostra vera natura, la nostra vera realtà, che è spirituale, per questo la creazione stessa è un “Sacramentum”, una manifestazione tangibile di questa grazia, per questo dinanzi a un fiore, a un tramonto, a una meraviglia naturale, ci sentiamo innalzati, grati, leggeri, perché parlano di questa realtà al nostro spirito e ci aprono la porta a una vita, a una unità che durano nell’eternità.






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