La Dimensione Spirituale

07 Apr 2018


Dio, la sua Divina Misericordia e la nostra Buona Volontà

La prima domenica dopo la Pasqua si celebra la festa della Divina Misericordia, istituita da Giovanni Paolo II nel 1992. Tante volte mi sono chiesto in cosa consista questa misericordia divina. L'altro giorno riflettevo sul "Gloria" che abbiamo recitato o cantato la notte di Pasqua per la prima volta dopo 40 giorni di Quaresima.

Quello che mi colpisce maggiormente di questo inno è la frase: “pace in terra agli uomini di buona volontà...” Non diciamo “pace in terra agli uomini bravi” o “agli uomini integerrimi”, “ai perfetti”, “ai santi”; diciamo “agli uomini di buona volontà!”.

Spesso mi capita di pensare che Dio mi giudichi secondo il metro con cui io giudico me stesso e gli altri. E se con gli altri riusciamo ad essere più indulgenti, con noi stessi siamo molto inflessibili! Fortunatamente Gesù ci ha mostrato in più occasioni che il metro di Dio è molto diverso dal nostro! Il Salmo 138 recita: "Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo.". Proprio perché ci conosce fino in fondo, Dio, e solo lui, può giudicare la nostra buona volontà.

Abbiamo vissuto la Passione: Gesù lasciato solo nel Getsemani, i discepoli che non sono riusciti a vegliare in preghiera con lui, abbandonato da tutti i suoi per paura all’arrivo dei farisei che lo arrestavano. Pietro che lo ha rinnegato 3 volte dopo aver giurato di seguirlo fino alla morte!

San Paolo ai Romani dice: “...c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio...”

E lo stesso Gesù nell’orto degli ulivi ci ammonisce “lo spirito è pronto, ma la carne è debole...”! Lui sa, lui conosce la nostra condizione umana: errare è umano, molte volte per quanto ci sforziamo le cose non vanno come ci aspettiamo, vanno “storte”...

Cosa dobbiamo fare quindi? Disperarci della nostra condizione? Dei nostri fallimenti rispetto ai nostri tentativi, ai nostri sforzi? Auto punirci perché non siamo capaci? NO! Dio non lo fa, anzi! Sempre San Paolo ci incoraggia: “tutto posso in Colui che mi dà forza!”. Dio non cerca in noi la perfezione, bensì la buona volontà!

Cosa possiamo fare per sapere dove andare quando la confusione regna in noi? Quando non sappiamo quale sia la strada giusta da intraprendere? Chiediamoci: “sono un uomo/donna di buona volontà?”; “la mia volontà riguardo a questo o quest’altro fatto, è buona?”

Cadere, fallire, sbagliare, è parte della nostra condizione umana! Cerchiamo di cadere, fallire, sbagliare in modo sempre nuovo, sempre migliore! Allora saremo uomini e donne di buona volontà, che percorrono questa vita imparando dai propri errori, facendo esperienza, innalzandosi ogni volta un gradino in più verso il cielo! Questo ci darà la libertà e la pace di agire con coscienza e responsabilità, perché sapremo che stiamo salendo verso la cima, verso il cielo!

Questo ci dice la Pasqua! Un sepolcro vuoto, svuotato non da una forza esterna, bensì dalla rivoluzione che si è svolta al suo interno, la Risurrezione! Per questo i Cristiani come simbolo pasquale hanno recuperato l’uovo. L’uovo sembra un sasso, una cosa senza vita, una cosa estremamente fragile, ma al suo interno custodisce un che di estremamente prezioso: la vita che nasce! Se è una forza esterna a rompere l’uovo, la vita finisce; se la forza che lo rompe proviene invece dall’interno, la vita comincia! Quella forza interna che può far nascere la vita in noi è la buona volontà!

Possiamo essere noi quegli uomini di buona volontà, che operano questa rivoluzione prima in se stessi, e poi nel mondo! Così saremmo risorti con Cristo e Beati!






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