La Dimensione Spirituale

17 Dic 2017


Educarsi alla speranza (III)

Simeone: uomo che aspetta la consolazione

Per Luca, Simeone è προσδεχόμενος cioè aspettante dove il participio presente sottolinea una qualità propria del soggetto, l’azione dell’attendere è una qualità aderente alla sua persona. Egli è “colui che attende”, ma non in modo passivo: il verbo indica un movimento (pros = verso, in direzione di + dchomai = accogliere), il suo è un “andare incontro per accogliere” (traduzione letterale)

L’Evangelista afferma che Simeone “aspettava il conforto d’Israele” (Lc 2:25) cioè aspettava l’avvenimento messianico descritto e promesso dai profeti, capace di portare ad Israele la liberazione da tutti i mali, la venuta escatologica.

Dire “aspettante” vuole significare un’attesa attiva in cui anch’io mi metto in movimento, partecipo attivamente e collaboro alla sua realizzazione. Simeone è come la sentinella posta dal suo padrone in posizione d’attesa, attende il segnale decisivo.

In che modo aspetto la consolazione di Dio?

Un’ attesa guidata dallo Spirito Santo

Uno degli elementi importantissimi, nel brano della nostra meditazione, è la presenza e la missione dello Spirito Santo nella vita del nostro Simeone. Infatti, in solo due versetti lo Spirito Santo è nominato con insistenza per ben tre volte: “lo Spirito Santo era su di lui” (26); “gli aveva rivelato” cioè gli fece sapere che non sarebbe morto prima di vedere il Cristo, il Messia (26); infine “mosso dallo Spirito Simeone si recò al tempio” (27). Questa insistenza sullo Spirito Santo dice l’importanza che Luca annette a questo episodio.

Per capirne l’importanza bisogna, in sintesi, vedere la presenza e il valore dello Spirito Santo non solo nell’opera lucana, ma anche e soprattutto nel cosiddetto “Vangelo dell’infanzia in Luca”.

Infatti, Luca ci mostra in esso, con una impressionante continuità, l'agire dello Spirito: lo Spirito Santo è sempre in opera. Per la nascita di Giovanni, l’angelo appare a Zaccaria annunciando la nascita di Giovanni dicendo “sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (1,14); per Gesù, nell’annunciazione a Maria, l’angelo dice: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (1,35). Nella visitazione di Maria a Elisabetta, Luca afferma che “appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo” (1,41) e poi “Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: ‘benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (1, 41-42).

Se nell’annunciazione si sottolinea che il concepimento verginale è opera dello Spirito Santo, cioè che lo Spirito Santo interviene con la propria potenza creatrice perché la Vergine, senza contatto sessuale, possa concepire verginalmente, nella visitazione lo Spirito Santo produce un effetto diverso: non è più quello creatore bensì quello profetico. “Se l’annunciazione si è svolta tra l’angelo e la Vergine, in una esperienza straordinaria, ma personale e segreta, e il mistero della maternità divina è rimasto nascosto nel cuore della fanciulla di Nazaret, nella visitazione per bocca di Elisabetta viene ufficialmente svelato. La sua voce potente risuona non solo nella casa di Elisabetta, ma echeggia nella comunità lucana e raggiunge i credenti di ogni tempo. Elisabetta è resa portavoce dello Spirito, rivela il mistero che si è compiuto per opera dello Spirito nell’umile fanciulla di Nazaret”[1].

Nella stessa sequenza si incontra ancora una terza figura profetica, quella di Zaccaria. Il suo cantico infatti è introdotto con una locuzione non equivoca a riguardo: “Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo” (1,67). “Lo Spirito Santo apre la bocca di colui che era stato reso muto per la sua incredulità. Come il suo mutismo fu segno della mancanza di fede, così ora il suo canto è segno della fede che lo mette nel coro dei salvati …”[2].

Nella vita di Gesù lo Spirito Santo ha avuto un ruolo importantissimo. Ecco alcuni riferimenti: lo Spirito Santo conferma Gesù nel battesimo al Giordano – 3,22; Lo conduce nel deserto della prova – 4,1; Lo stesso Spirito lo consacra per l’evangelizzazione – 4,14; dalla prima uscita pubblica a Nazareth – 4,18; lo fa esultare e benedire il Padre – 10,21, che lo dona a coloro che lo pregano – 11,13.

Riesco a vedere l'azione dello Spirito Santo nella mia vita?

Osório C. Afonso, imc

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[1] A. Valentini Maria secondo le Scritture, p. 118s  cfr. nota n. 224 cit. da Valentini A., Vangelo d’infanzia secondo Luca. Riletture pasquali delle origini di Gesù, p. 138-139
[2] Silvano Fausti, Una comunità legge il Vangelo di Luca, 80





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