Famiglia: scambio d’amore vicendevole che eleva la nostra umanità

Continua la nostra esplorazione del concetto “famiglia”. Dopo esserci soffermati sulla famiglia composta da uomo e donna come cellula di vita, ci siamo chiesti se tale concetto possa essere declinato in altre forme e se vi sia un minimo comun denominatore. Maria Gabriella Aberio, suora di clausura e nostra cara amica, ci racconta il suo modo peculiare di essere famiglia, dal quale emergono valori essenziali che dovrebbero caratterizzare anche l’essere famiglia tradizionalmente inteso, senza cedere il passo a distrazioni o pseudo-valori.

Declinare il concetto di famiglia in questa scelta di vita di speciale consacrazione a cui il Signore mi ha chiamata è per me entrare nel cuore della nostra specifica Forma di Vita, del nostro essere Sorelle Povere che cercano, come pellegrine e forestiere aperte all’azione dello Spirito, di vivere ogni giorno il Vangelo in fraternità.

La nostra Forma di vita è dunque una Forma dinamica che riflette la dinamicità e creatività del Vangelo, che si concretizza in uno scambio di amore vicendevole, che eleva in un crescendo la nostra umanità alla statura del “Cristo povero che per noi si è fatto Via”.

Nel corpo di questa Forma si notano così il fondamento e le caratteristiche che hanno costituito per Santa Chiara e le sue sorelle presenti e future il tessuto umano del nostro essere in Dio, sorelle povere e famiglia.

Fondamento è l’amore del Padre che in Gesù a tutti si è manifestato, che continuamente e gratuitamente si dona e che consegna questo suo amore alla nostra libertà lasciando a noi la responsabilità di agire e vivere in quella Carità con cui da Lui siamo amati.

Un amore che anch’io ogni giorno con le mie sorelle ricevo, che nel silenzio e nella preghiera si rinnova tanto da rendere possibile a vivere le nostre reazioni fraterne, in un eterno e quotidiano ricominciare nella dinamica dell’amore, dando così vita a tutte quelle caratteristiche evangeliche che sono parte integrante dell’essere di Dio.

Caratteristiche evangeliche più volte espresse da Santa Chiara nei suoi scritti - comunione nella Carità, perdono, ascolto, dialogo, confronto, discrezione, accoglienza e rispetto di ogni sorella nella sua diversità, con il suo carattere e modalità di esistenza - e che se vissute mi/ci donano di crescere nell’amore, di diventare “madri” nello spirito” le une per le altre e insieme a tutti, e di sentirci, in Dio, sorelle e famiglia che non solo donano ai fratelli frammenti dell’amore di Dio ma anche testimoniano con la vita quanto nel Signore e solo in Lui è possibile vivere da fratelli e volersi bene nonostante le inevitabili diversità e divergenze che sempre sussistono in ogni relazione umana.

Il mio vivere in clausura da ventinove anni è dunque un cammino di amore ricevuto dall’Alto e dalle sorelle e, a mia volta, amore donato, che si fa servizio di carità, canto di lode al Signore per questa Forma di Vita clariana che per sua Grazia ha affidato anche alla custodia e responsabilità della mia vita.

In ascolto della parabola della mia vita, sento in cuore di poter dire che per me famiglia è relazione di persone animate dalla logica del dono, aperte all’incontro con Dio e i fratelli, e che, sostenute e animate da quell’amore che Dio mette nel cuore di ogni persona, vivono in risposta alla chiamata del Signore la propria vocazione realizzando così il sogno di Dio, l’essere famiglia: spazio di comunione umana dove ad ogni persona che la famiglia compone sia sempre data la possibilità di crescere in umanità e di avvertire lo sguardo amorevole di Dio su di lei.

 

Suor Maria Gabriella Aberio
Suore Clarisse - Via Paradiso 19 - SARZANA
 









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