Il Papa ai giovani: uscite dalla logica del “si è sempre fatto così”

Osate sentieri nuovi, uscite dalla logica del “si è sempre fatto così”. È il forte appello che Papa Francesco ha lanciato lunedì mattina in apertura della Riunione pre-sinodale Giovani di vari Paesi del mondo, in vista della XV Assemblea Generale Ordinaria dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” che si terrà nel mese di ottobre 2018. Circa 300 i giovani presenti, non solo cattolici, ma anche di altre confessioni religiose.

Nel suo discorso, con ampie aggiunte “a braccio”, il papa ha mostrato estrema vicinanza nei confronti del mondo giovanile e dei loro problemi, ma soprattutto attenzione, volontà di mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso.

Rischiate, esplorate sentieri nuovi

Il cuore della Chiesa è giovane proprio perché il Vangelo è come una linfa vitale che la rigenera continuamente - sottolinea -  e per questo esorta i giovani a collaborare a questa fecondità. Di qui l’appello a osare sentieri nuovi, con prudenza certo, ma bisogna rischiare, altrimenti «un giovane invecchia, e anche la Chiesa invecchia». Tante volte, infatti, dice di aver trovato comunità cristiane invecchiate per la paura «di uscire verso le periferie esistenziali della vita», lì dove «si gioca il futuro». E voi provateci - dice il papa ai giovani - uscite dalla logica del “ma si è fatto sempre così”!

«Quella logica, per favore, è un veleno. Ma è un veleno dolce, perché ti tranquillizza l’anima oggi e ti lascia come anestetizzato e non ti lascia camminare. Uscire dalla logica del “sempre è stato fatto così”, per restare in modo creativo nel solco dell’autentica tradizione cristiana».

Parlate apertamente, senza vergogna

I giovani poi «vanno presi sul serio»: non bastano analisi sul mondo giovanile, bisogna interpellarli anche se è vero che «non sono il premio Nobel alla prudenza» e a «volte parlano con lo schiaffo». Ma proprio questo atteggiamento può fungere da stimolo. «Qualcuno pensa che sarebbe più facile tenervi “a distanza di sicurezza”, così da non farsi provocare da voi» nota il papa, esortando invece a prendere sul serio le provocazioni e a mettersi in discussione.     

«Siamo circondati da una cultura che, se da una parte idolatra la giovinezza cercando di non farla passare mai, dall’altra esclude tanti giovani dall’essere protagonisti».

Il dramma della disoccupazione giovanile

Quindi si sofferma sul dramma della disoccupazione e sulla piaga del precariato: «vi trovate a mendicare occupazioni che non vi garantiscono un domani».  

«Cosa fa un giovane che non trova lavoro? Si ammala di depressione, cade nelle dipendenze, si suicida - le statistiche di suicidio giovanile sono tutte truccate, tutte! -, fa il ribelle - ma è un modo di suicidarsi - o prende l’aereo e va in una città che non voglio nominare e si arruola nell’Isis o in uno di questi movimenti guerriglieri. Almeno ha un senso da vivere e avrà uno stipendio mensile. E questo è un peccato sociale! La società è responsabile di questo». 

Francesco chiede ai giovani di palesare il proprio disagio, per aiutare a capire le cause e per stimolare a trovare soluzioni.

La Chiesa ha bisogno dei giovani

Il papa sottolinea ancora che, quando qualcuno vuole fare «una campagna o qualcosa», loda i giovani, ma non li interpella. Ricorda a questo proposito un detto spagnolo: «Loda lo scemo e lo vedrai lavorare». Ma i giovani non sono scemi! La Chiesa, da parte sua, deve mettersi in ascolto dei giovani, perché «se mancate voi, ci manca parte dell’accesso a Dio, a noi». La Riunione pre-sinodale è proprio un segno di questa volontà di coinvolgere e di interpellare i giovani. Il Sinodo di ottobre poi si propone di sviluppare quelle condizioni che accompagnino i giovani nel loro personale cammino (di fede e non solo), aiutandoli a scoprire la propria vocazione: «Dio ha fiducia in voi, vi ama e vi chiama», assicura il Papa. E il prossimo Sinodo sarà anche un appello rivolto alla Chiesa, perché riscopra un rinnovato dinamismo giovanile.

Anche io, in questo momento, vi rivolgo la domanda, a ognuno di voi: “Cosa cerca? Tu, cosa cerchi nella tua vita?”. Dillo, ci farà bene ascoltarlo. Dillo. Di questo abbiamo bisogno: di sentire il vostro cammino nella vita. Cosa cerchi?

I vostri coetanei e i vostri amici, anche senza saperlo, aspettano anche loro una chiamata di salvezza. Il Papa ricorda anche di aver letto alcune e-mail del questionario messo in rete dalla Segreteria del Sinodo e si dice colpito dall’appello di diversi giovani: chiedono agli adulti di stargli vicino, hanno bisogno di punti di riferimenti. Una ragazza segnalava i pericoli, tra cui l’alcool, la droga, una sessualità vissuta in maniera consumistica. Il suo grido per un mondo giovanile che va sempre più a rotoli, “richiede attenzione”, sottolinea Francesco.

Fare sognare i vecchi e questi sogni vi aiuteranno ad andare avanti

Il papa si dice colpito da alcune lettere che i giovani gli scrivono: tra i diversi pericoli - alcool, droga, mercificazione del corpo, etc. - si leva un chiaro grido d’aiuto; i giovani hanno bisogno di punti di riferimento. Si tratta allora di esplorare sentieri nuovi, ma mai senza radici. Per questo ci deve essere una reciproca attenzione dei giovani nei confronti dei vecchi, dei vecchi nei confronti dei giovani.

«Abbiamo bisogno di giovani profeti, ma mai sarete profeti non andate a fare sognare un vecchio che è annoiato lì, perché nessuno lo ascolta. Fate sognare i vecchi e questi sogni vi aiuteranno ad andare avanti».

Francesco ricorda, infine, che, nei momenti difficili, il Signore fa andare avanti la storia proprio attraverso i giovani, perché dicono la verità senza vergogna. Pensiamo a Davide, Daniele e Samuele…  «Non sono nati santi ma hanno sentito la voglia di fare il bene».

Per leggere il discorso completo del papa clicca qui.






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