La Dimensione Spirituale

01 Set 2019


La gioia della scoperta

Oggi ho potuto notare una cosa eccezionale, in un evento apparentemente quotidiano e semplice, ma d’altra parte come afferma anche Napoleon Hill, le più grandi lezioni possiamo trovarle negli eventi più semplici e banali della vita di tutti i giorni.
Stavo lavando le manine a mio figlio di otto mesi dopo la merenda; lui, ad un tratto, ha afferrato il rubinetto e abbassando il miscelatore ha chiuso il flusso d’acqua che scendeva; mi ha guardato molto stupito per ciò che aveva fatto, allora io gli ho detto: “Hai visto? Hai chiuso l’acqua, adesso il papà la riapre, e tu la chiudi di nuovo!”. E così ho fatto: ho aperto nuovamente il rubinetto e l’acqua ha ripreso a scorrere; dopo un po’ di tentativi, mio figlio è riuscito ad afferrare nuovamente il miscelatore e lentamente a chiuderlo, e mi ha lanciato un’occhiata come dire: “Visto cosa ho fatto?”. Soddisfattissimo se la rideva, e gli ho detto: “Bravo! Hai imparato a chiudere il rubinetto, adesso il papà lo apre ancora e tu lo chiudi va bene?”, e via una terza volta, e lui sempre con più maestria e competenza, a colpo sicuro la terza, la quarta, la quinta volta, a chiudere il rubinetto. I suoi occhi erano luminosi, con un bagliore che irradiava gioia, sapeva di aver imparato una cosa nuova e aveva ricevuto da me le conferme, quindi ne era orgoglioso. La sua gioia era tanta che non smetteva di sorridere e sbattere le gambe dall’eccitazione.
Perché racconto questo? Perché il pensiero che ho avuto in quel momento è stato: quando ho perso io la gioia nell’imparare cose nuove? Come posso approcciarmi nuovamente a qualcosa che non conosco, che devo imparare, a un problema da risolvere, una situazione da sbrogliare, come se fossi un bambino di otto mesi che impara a chiudere il rubinetto per la prima volta? Come posso trovare dentro me la gioia dell’imparare e la soddisfazione nell’averlo fatto?
Pensate che dono per il mondo sarebbe avere persone che sono entusiaste di imparare cose nuove, come mio figlio di otto mesi era entusiasta per la competenza nuova che aveva acquisto, pensate che dono per noi stessi darci il permesso di apprendere una competenza nuova con la stessa gioia e soddisfazione! E se ci pensiamo bene ogni giorno abbiamo la possibilità di metterci nei panni di un bambino di otto mesi, che gioisce delle sue prime competenze acquisite coscientemente; ogni giorno - anche se siamo “grandi” - possiamo metterci alla prova, e anche se ormai sappiamo molte cose, c’è sempre altro con cui possiamo confrontarci. Come diceva Gerhart Hauntmann: “Una volta che sei diventato maestro in una cosa, diventa subito allievo in un’altra”. Solo così conserveremo in noi la gioia della scoperta e allo stesso tempo l’umiltà di chi sta imparando, solo così educheremo la nostra mente a porre sempre domande e cercarne le risposte, e così potremmo gioire di ogni nuova “scoperta” che faremo affrontando le sfide quotidiane che la vita ci porrà davanti.
 





ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok