L'angelo d'allegria di Re Davide

«[1] Il re Davide era vecchio e avanzato negli anni e, sebbene lo coprissero, non riusciva a riscaldarsi. [2] I suoi ministri gli suggerirono: «Si cerchi per il re nostro signore una vergine giovinetta, che assista il re e lo curi e dorma con lui; così il re nostro signore si riscalderà». [3] Si cercò in tutto il territorio d'Israele una giovane bella e si trovò Abisag da Sunem e la condussero al re. [4] La giovane era molto bella; essa curava il re e lo serviva, ma il re non si unì a lei.»

Si tratta dell'incipit del libro dei Re (Re 1, 1-4), che inizia descrivendo l'ultima fase della vita di re Davide. Vecchio e malato, il sovrano viene "riscaldato" dalla presenza di una giovane angelica, che se con le sue cure allevia il male dell'anziano signore, non può certo ridargli vigore, solo consolazione.

Questa immagine è ripresa da Charles Baudelaire nell'ultima strofa di Réversibilité (Reversibilità), termine inteso in senso teologico. Dopo aver imperniato le quattro strofe precedenti su parole-rima drammaticamente connotate - «l'angoisse» (l'angoscia), «la haine» (l'odio), «les Fièvres» (le febbri) e «les rides» (le rughe), con progressivo avvicinamento alla vecchiaia e alla malattia - nella quinta e ultima strofa si accende di una inattesa parola-rima: «lumières» (luci), accompagnata da «joie» (gioia) e «bonheur» (felicita); è la presenza dell'angelo che si propaga nel testo, quando sull'insistita opposizione tra la sua religiosissima grazia e la condizione misera dell'uomo va a prevalere un pervasivo chiarore totalizzante, che ci avvolge della gioia del sacro e della felice bellezza della parola:

Ange plein de bonheur, de joie et de lumières,
David mourant aurait demandé la santé
Aux émanations de ton corps enchanté;
Mais de toi je n'implore, ange, que tes prières,
Ange plein de bonheur, de joie et de lumières!






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