La Dimensione Spirituale

09 Mag 2016


Logo del Giubileo della Misericordia: come interpretarlo

Molteplici simbologie danno attraverso la celebre immagine il senso di un valore complesso ma condiviso

Opera fine di padre Marko Rupnik, il logo del Giubileo in corso è una piccola "summa teologica" del concetto di misericordia.

Abbiamo al centro l'immagine di Cristo che si carica sulle spalle l'uomo smarrito, incarnato da Adamo: dunque una raffigurazione che riprende la semplicità di quella classica del Figlio di Dio come pastore, abbinata alla simbologia di Adamo inteso come uomo in generale; ma anche un'immagine di redenzione, che può essere legata alla discesa agli inferi di Cristo che professiamo nel Credo. Infatti, in questo logo Gesù ha su mani e piedi (questi peraltro posati sulle assi della Croce) i segni del martirio, che quindi è già avvenuto: Cristo morto è disceso ne regno dei morti «con l'anima unita alla sua Persona divina» e «ha aperto le porte del cielo ai giusti che l'avevano preceduto».

L'immagine s'impregna di senso soprattutto nel momento in cui andiamo a vedere come l'occhio sinistro di Adamo coincida con quello del Salvatore: le due figure vedono attraverso uno stesso occhio, così che l'una possa assumere lo sguardo dell'altra. È così concesso all'uomo di vedere coi propri occhi il suo destino e di condividere appieno l'amore cristiano. Allo stesso tempo, con l'evidente riferimento oculare al numero tre, il rimando è anche al dogma della Trinità. Questo è riecheggiato a sua volta nelle tre fasce concentriche dello sfondo, che col richiamo alla forma della mandorla ci ricorda come la natura di Cristo sia duplice: umana e divina.

 






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok