MONS. HOSER: “MEDJUGORJE, UNA LUCE NEL MONDO DI OGGI”

Il rapporto positivo dell’inviato speciale di papa Francesco a Medjugorje, luogo dall’indiscussa spiritualità e fonte di speranza vera per il mondo contemporaneo soggiogato dalle tenebre e minacciato dalla guerra.

L’11 febbraio scorso Papa Francesco ha incaricato mons. Hoser di visitare Medjugorje in qualità di inviato speciale della Santa Sede. Sulla scorta del rapporto che l’arcivescovo polacco consegnerà al Santo Padre, Egli, a nome della Chiesa, si esprimerà in merito alle apparizioni mariane da 36 anni “chiamano” in quel luogo una moltitudine di pellegrini.

Sabato 1 aprile l’inviato speciale del papa è arrivato a Medjugorje, dove ha celebrato la S. Messa internazionale e pronunciato, in omelia, le seguenti parole:

A Medjugorje la venerazione della Madonna è talmente intensa da essere importante per il mondo intero come richiamo per la Pace, perché le forze distruttive oggi sono immense. Crescono continuamente scontri nelle famiglie, nelle società, nei paesi. Abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio. Perciò voglio incoraggiarvi, esortarvi come inviato speciale del Santo Padre. Diffondete in tutto il mondo la Pace tramite la Conversione del Cuore.

Il miracolo più grande di Medjugorje sono le confessioni, il sacramento della riconciliazione, il perdono, la misericordia. (…) Ho lavorato tanti anni nei paesi occidentali e posso dire che la confessione personale non esiste più, soltanto in qualche raro caso. Il mondo si secca, i cuori si seccano, il male si moltiplica, i conflitti si moltiplicano. Cerchiamo di essere apostoli della buona novella della conversione e della pace nel mondo.

I Francescani mi hanno detto che qui vengono persone da circa 80 Paesi del mondo, significa che questo invito si è diffuso fino ai confini del mondo come ha detto Cristo quando ha mandato i suoi apostoli: “Andate fino ai confini della terra”. Voi siete testimoni dell’Amore di Cristo, dell’Amore di Sua Madre, dell’Amore della Chiesa.

(Per ascoltare l’omelia completa, clicca qui).

Parole di incoraggiamento, dunque. Ma c’è di più: nel corso della conferenza stampa con i giornalisti, il 5 aprile, mons. Hoser ha tracciato un bilancio positivo, enunciando, oltre ai numeri desunti da dati ufficiali, anche i frutti spirituali di questo luogo, sottolineando più volte come Medjugorje sia una “sorgente vivificante” in un mondo che sembra aver perso la fede e, con essa, ogni punto fermo, ogni valore. L’emissario papale ha riscontrato, in particolare, 3 elementi importanti: 1) lo sviluppo della vita parrocchiale, appannaggio dei frati Francescani; 2) i pellegrini che lì vivono una spiritualità mariana che si sente “a pelle”, con una misticità trascendentale evidente; 3) le opere nate a Medjugorje: se ne contano oltre 30, dove sono state accolte e salvate (ritrovando il senso compiuto della propria esistenza)  tossicodipenti, vittime della guerra civile bosniaca degli anni ’90, atei giunti sull’orlo dei suicidio, orfani, anziani abbandonati, giovani disperati, etc., che ora sono divenuti testimoni di conversione e di speranza; inoltre, ispirate a Medjugorje sono nate circa 600 vocazioni da tutto il mondo.

Medjugorje, insomma, per l’inviato di papa Francesco, è il segno tangibile della speranza e di una fede viva che trova in Maria, Regina della Pace, lì più che in tutti gli altri santuari dove viene adorata con medesimo titolo, una risposta concreta. A quanto pare, non è un caso, che tanti scettici in pellegrinaggio a Medjugorje, trovino quello che non si aspettavano di trovare, quanto meno per l’armonia che lì si ha modo di assaporare.

 






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