TANTE VOCI, UN UNICO SILENZIO

"E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio" (Fil 1,9)

Ci siamo.

Parte il Festival dei Giovani anche quest’anno.

Medjugorje diventa punto di incontro tra migliaia di giovani provenienti da più di 60 nazioni, tutti qui accomunati dalla sola volontà di cantare Gloria a Dio e alla Madonna.

È un’esperienza unica ciò che si vive qui, in questi giorni. Si alzano gli occhi al cielo e si vedono bandiere di ogni tipo, si abbassa un po’ lo sguardo e si vede un mare di persone con la testa rivolta verso un’unica direzione, l’altare. Si aprono le orecchie e si sente un’unica voce che recita le stesse parole, nello stesso momento, in lingue diverse. Si chiudono gli occhi e si assapora un silenzio che, in altre situazioni, non penseresti mai di poter sentire alla presenza di migliaia di persone.

Ti giri e vedi gente che ride, che piange, che si diverte, che si concentra, che prega. Niente sembra strano, niente salta all’occhio più di altro… Cammini e proprio dietro la strada puoi incrociare un ragazzo che si è appena inginocchiato perché in quel momento ne sentiva il bisogno; ti siedi e puoi trovarti vicino delle persone completamente estranee che però, in quel momento, magari ti danno le risposte che cercavi o ti aiutano in qualcosa che nemmeno loro pensavano. Fai una passeggiata la sera e ti ritrovi in mezzo a gruppi che cantano, danzano, suonano, si divertono, fino a tarda notte. Butti un occhio al monte delle apparizioni o al monte della croce bianca e, nel buio, vedi le luci delle pile salire e scendere, perché non ci sono orari per andare in quei posti in cui, finalmente, ti senti al sicuro.

Così funziona, qui. E non solo in questi giorni. È così un po’ tutto l’anno. Ed è una cosa che va oltre alle reali apparizioni della Madonna, che va oltre ai miracoli concessi a qualche credente scelto tra i tanti che ne avrebbero bisogno, che va oltre ai mille rosari che puoi recitare al giorno, che va oltre alla vista dei singoli veggenti.

È una cosa che si sente, dentro al cuore. Una pace che ti entra dentro come l’aria, una forza che ti scioglie i nodi e che ti fa piangere nello stesso momento in cui arrivi. Sempre se hai nodi da sciogliere, sia chiaro. È una voce che ti dice, piano piano: “Tieni duro, io ci sono anche se non mi senti più. Forza, io ci sono e ti tengo in braccio, anche se tu pensi di camminare da solo. Coraggio, io ci sono ma ho bisogno che tu ti fidi di me”. È una mano, che ti prende e ti rialza, proprio mentre tu stai per cadere con la convinzione che non ti alzerai più. È un sorriso che vedi nei volti di tutte le persone che incroci e che ti dà forza per risolvere quei nodi che ti hanno portata proprio qui.

E così ci siamo.

Il Festival dei Giovani a Medjugorje è iniziato anche quest’anno e regalerà sicuramente emozioni a non finire a tutti i partecipanti. 

 






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