Non solo materia

24 Feb 2020


Carlo Acutis sarà beato

Un adolescente del nostro tempo, come molti altri, impegnato nella scuola, circondato da amici, appassionato di sport e di informatica. In tutto questo si è inserito il suo incontro con Gesù Cristo.

Papa Francesco, venerdì 21 febbraio 2020, ha ricevuto in udienza il Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e ha autorizzato il Dicastero a promulgare il decreto riguardo al miracolo attribuito all'intercessione di Carlo Acutis (laico). Si resta in attesa di conoscere la data della beatificazione

Il venerabile Carlo è sepolto al Santuario della Spogliazione di Assisi. «Una gioia grande per questa Chiesa particolare – scrive la diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadini –, che lo ha visto camminare sulle orme di San Francesco verso la santità. Una gioia grande per la Chiesa ambrosiana, che gli ha dato i natali e lo ha accompagnato nel suo incontro con Gesù. Una gioia grande per gli ormai tanti devoti di Carlo in tutto il mondo. Una gioia grande soprattutto per i giovani, che trovano in lui un modello di vita».

Carlo Acutis è uno dei giovani indicati come modelli da Papa Francesco nella Christus vivit, insieme a tre italiani (san Domenico Savio e i beati Piergiorgio Frassati e Chiara Badano) ed altre figure europee ed extraeuropee.

Al Santuario della Spogliazione – conferma la diocesi – Carlo sta già attirando migliaia di giovani e devoti da tutto il mondo. «Mi auguro – conclude monsignor Domenico Sorrentino – che la sua beatificazione possa farne ancor più un punto di riferimento e un incoraggiamento alla santità. Essa è vocazione per tutti. Anche per i giovani».

Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita”. Con queste poche parole Carlo Acutis, delineava il tratto distintivo della sua breve ma intensa esistenza. Aveva 15 anni quando è morto a causa di una leucemia fulminante. Era il 12 ottobre 2006.

Rampollo di una famiglia di primo piano del mondo finanziario italiano, adolescente prestante, dal carattere vivace e particolarmente socievole, Acutis era un ragazzo che, come si suol dire, avrebbe potuto fare di tutto nella vita. Ma Dio aveva un piano diverso su di lui.

Carlo, nato a Londra nel 1991, dove i genitori si trovavano per motivi di lavoro, fu segnato da una pietà profonda quanto precoce. Da subito rivelò una grande capacità di de-centrarsi e di guardare verso l’altro; dava l’impressione di non aver imparato a camminare guardandosi i piedi, come da bambini si fa muovendo i primi passi e poi per tutta la vita, ma verso l’alto. Un orizzonte che lo portava a incontrare lo sguardo degli altri e non il suo riflesso. “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito – diceva – L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo”. Sua è anche lo slogan: “Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie”. Per orientarsi verso questa Meta e non “morire come fotocopie” Carlo aveva una Bussola, la Parola di Dio, con cui si confrontava costantemente, e Mezzi speciali: i Sacramenti e la preghiera. In particolare egli metteva al centro della propria vita il Sacramento dell’Eucaristia che considerava “la mia autostrada per il Cielo”.

Fece la Prima Comunione, con un permesso speciale, a sette anni. E non mancò mai all’appuntamento quotidiano con la Santa Messa: «Se facevamo un viaggio – rende noto la mamma – la sua preoccupazione era trovare una chiesa vicino all'albergo». Maturò un amore vivo per i santi, per l’Eucaristia, fino ad allestire una mostra sui miracoli eucaristici che oggi è rimasta online e ha avuto un successo inaspettato, anche all’estero. La Madonna era la sua grande confidente e non mancava mai di onorarla recitando ogni giorno il Santo Rosario.

Amante dello sport, Carlo era anche un grande appassionato di informatica, e dotatissimo in quel campo, nonostante l’età, destando ammirazione anche tra gli ingegneri informatici: restavano tutti meravigliati dalla sua capacità di capire i segreti che l’informatica nasconde e che sono normalmente accessibili solo a coloro che hanno compiuto studi universitari. Gli interessi di Carlo spaziavano dalla programmazione dei computer, al montaggio dei film, alla creazione dei siti web, ai giornalini di cui faceva anche la redazione e l’impaginazione, fino ad arrivare al volontariato con i più bisognosi, con i bambini e con gli anziani. Proprio in virtù della sua buona frequentazione della Rete è stato proposto come patrono di Internet.

Alle sue doti si univa una straordinaria purezza d’animo, che lo faceva davvero brillare. Padre Roberto Gazzaniga, gesuita, incaricato della pastorale dell’Istituto Leone XIII, storica scuola della Compagnia di Gesù a Milano, ha ricordato così l’eccezionale normalità di Acutis, arrivato lì, al Liceo Classico, nell’anno scolastico 2005-2006: «L’essere presente e far sentire l’altro presente è stata una nota che mi ha presto colpito di lui». Allo stesso tempo era «così bravo, così dotato da essere riconosciuto tale da tutti, ma senza suscitare invidie, gelosie, risentimenti. La bontà e l’autenticità della persona di Carlo hanno vinto rispetto ai giochi di rivalsa tendenti ad abbassare il profilo di coloro che sono dotati di spiccate qualità». Carlo, inoltre, «non ha mai celato la sua scelta di fede e anche in colloqui e incontri-scontri verbali con i compagni di classe si è posto rispettoso delle posizioni altrui, ma senza rinunciare alla chiarezza di dire e testimoniare i principi ispiratori della sua vita cristiana». Il suo era «il flusso di un’interiorità cristallina e festante che univa l’amore a Dio e alle persone in una scorrevolezza gioiosa e vera. Lo si poteva additare e dire: ecco un giovane e un cristiano felice e autentico».

Grazie al suo esempio e al suo carisma il domestico di casa Acutis, un induista di casta sacerdotale bramina, decise di chiedere il battesimo.

In ospedale, posto di fronte alla morte, nella tenerezza dei suoi 15 anni, Carlo riuscì a dirsi contento di morire avendo vissuto la sua vita senza sciupare neanche un minuto di essa in cose che non piacciono a Dio, e offrì le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. Questo ragazzo è un autentico testimone che il Vangelo può essere vissuto integralmente anche da un adolescente. E ci chiede di fare la stessa cosa: raccontare il Vangelo con la nostra vita, affinché ciascuno di noi possa essere un faro che illumina il cammino degli altri.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok