Non solo materia

01 Ott 2020


Chiaro-Scuro

Ed io, cosa decido di alimentare?
L’altro giorno dopo molto tempo ho acceso la televisione la mattina appena alzato. Trasmettevano il Telegiornale. Il primo servizio riguardava l’emergenza sanitaria in corso con approfondimento medico circa gli effetti dell’epidemia sulle persone (pare sia aumentato in questo periodo il tasso di depressione).  Il secondo servizio riguardava il tema dell’immigrazione e il dibattito politico ad essa legato. Il terzo un omicidio, poi una serie di scandali, truffe, ingiustizie di vario genere che non sto ad elencare…
Ho cambiato canale. Andava in onda la replica di un Talk Show in cui si indagava più a fondo su scandali e truffe varie, portando allo scoperto le più oscure vicende legate a codesti fatti. Tutto questo accadeva alle sei e quarantacinque del mattino. All’ora di pranzo e all’ora di cena stessa cosa. Nel dopocena vanno in onda programmai di approfondimento sui fatti di cronaca.
A questo punto mi sono detto: “Che fortunato sono a conoscere persone stupende, persone meravigliose che sono intorno a me, tra le mie conoscenze più o meno intime, che operano per il Bene, che sono oneste, gentili, luminose!”. Subito dopo ho pensato che queste persone che si adoperano per il Bene, per il Bello, per il Giusto esistono, non le conosco solo io, ma ce ne sono molte, centinaia, migliaia, conosciute e non, più o meno famose; persone semplici che compiono azioni straordinarie, o persone straordinarie che compiono azioni semplici. La domanda mi è sorta spontanea: “Ma allora esistono due mondi? Un mondo che vedo in televisione, che leggo sui giornali, in cui tutto è pericoloso, brutto e oscuro, e un altro mondo in cui invece il Bello, il Buono, il Vero sono all’ordine del giorno?”. La risposta è no: il mondo è uno solo e in questo mondo c’è sia un l’aspetto negativo sia quello positivo, solamente viene dato molto più risalto all’uno rispetto all’altro.
Ed io come mi stento? Non mi stupisco se già dal mattino, ascoltando il giornale-radio in auto, comincio la giornata arrabbiato, triste, impaurito. Poi a mezzogiorno arriva la seconda dose di negatività e la sera il colpo di grazia con tutti quei programmi in cui il peggio viene sviscerato e portato alla ribalta. Certo, non sono cose da ignorare, ma qual è l’effetto di questo bombardamento su di noi, che spesso ascoltiamo in modo passivo, mentre facciamo altro? Cominciamo a dire “ma guarda un po’, ma senti qua, che vergogna, c’è da aver paura, senti che orrore, guarda che schifo...” E tutto il Bello? Tutto il Buono? Dove li mettiamo? Dove sono finiti? Un vecchio proverbio degli indiani d’America dice che in ogni uomo convivono due lupi: uno scuro, famelico, spietato, l’altro gentile, luminoso, docile, propositivo. E questi lupi combattono tra di loro, uno è destinato a dominare l’altro. Quale? Quello che noi decidiamo di nutrire.
Se siamo al buio totale, tutto ci pare tranquillo, non c’è niente da temere. Ci avete mai pensato? Basta però che una piccola luce spunti all’orizzonte per rompere il nostro equilibro: cominciamo a vedere ombre, magari spaventose, non capendo bene, all’inizio, da dove provengono e da che cosa sono generate. E se la luce diventa più intensa? Le ombre crescono, si allungano quasi a divorarci, però, allo stesso tempo, vediamo più chiaro attorno a noi e sappiamo dove stiamo muovendo i nostri passi, dove ci stiamo dirigendo. Fino a che la luce non raggiunge il suo punto più alto, il punto di massima intensità. Qui accade il miracolo: nel momento in cui la luce raggiunge il massimo splendore, essa dissolve completamente le ombre, che non esistono più, perché la luce ormai al massimo del suo potenziale luminoso avvolge ogni cosa. E quel raggio che prima vedevamo appena, ora ci avvolge e lo percepiamo sulla nostra pelle, nel nostro corpo e quasi galleggiamo in questa luce, quasi essa ci spinge, ci accompagna, fino a che non ci sentiamo parte di essa e parte di ogni cosa su cui essa si posa. Questo è quello che decido di nutrire in me, questo è quello che decido di alimentare. Oggi abbiamo questa possibilità: possiamo scegliere di vedere e alimentare il nostro spirito con la Luce, ovvero con il Bello, con il Buono. Per la legge conosciuta anche dai più antichi detti popolari, si raccoglie e si gode di ciò che si semina. E il vento diverrà ancora una volta messaggero, ambasciatore di cose belle, di cose buone… La prossima volta che ci incontreremo per la strada, potremmo salutarci e chiederci reciprocamente: “Qual-Buon-Vento?”





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