Non solo materia

11 Nov 2018


Tutto il fiume siamo noi

Abbiamo da poco commemorato i nostri defunti nel giorno loro dedicato (2 novembre). A quella ricorrenza si collega la riflessione che segue…

Se siamo quello che siamo, se siamo dove siamo, è anche grazie a chi è stato prima di noi. Possono averci insegnato ad usare gli strumenti utili nella vita, o possono averci ferito tanto da creare in noi delle crepe da cui poi è entrata la luce. Portiamo nel DNA i segni visibili o invisibili, di chi ci ha preceduto in questo cammino. Segni di progresso, di una corsa verso l’alto, verso l’infinito, di gioia e anche di dolore e tante cicatrici. Ma noi siamo quello che siamo, sicuramente qualcosa di diverso da chi ci ha preceduto, eppure nella nostra unicità e irripetibilità ciascuno di noi in qualche modo contiene un po’ di chi lo ha preceduto. Non come un tesoro o un male da tener nascosto, ma come una missione da compiere, da elevare! E se pensiamo che TUTTO sia collegato, oggi voglio celebrare questo collegamento, che non è una linea che ad un certo punto si spezza, ma un fiume che scorre senza sosta e in cui noi siamo l’ADESSO, e siamo collegati con quello che è stato e con quello che sarà, e la forza a cui possiamo attingere è la forza di TUTTO il fiume, la forza di tutta l’acqua di ogni fiume e del mare, perché chi ci ha lasciato non è andato via, è solo un po’ più avanti nel sentiero, laggiù, dopo la curva.

 

“La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio”.

Fernando Pessoa 






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