Non solo materia

27 Ago 2020


Vasi di creta...e oro!

“Ho sempre creduto, e credo ancora, che qualsiasi fortuna buona o cattiva possa capitarci noi possiamo sempre dargli il significato e trasformarla in qualcosa di valore...” (Herman Hesse)
“Tu sei quel tipo di ragazzo che, se anche arrivasse la ragazza più bella della terra, e ti portasse il regalo più bello del mondo, lo rifiuteresti perché penseresti che non te lo meriti”, queste parole mi sono state rivolte da uno dei “maestri” che ho incontrato nel mio cammino di vita, e ancora risuonano dentro di me, e posso constatarlo ogni giorno della mia vita. Di fronte a un complimento gratuitamente ricevuto su un lavoro svolto o riguardante una mia qualità, mi viene naturale sminuirlo, dire “ah ma non è niente di speciale”, “non sono niente di speciale”... mentre davanti a un errore o un fallimento anche piccolo la mia reazione è accentuare la situazione, pensare che non si possa più tornare indietro, che ormai la frittata sia fatta e non ci sia modo di rimediare.
Questo modo di pensare è una fregatura bella e buona: è l’ego che si attiva per dominare la nostra mente, per tenerci soggiogati da schemi e routine che sono nati in noi chissà quanto tempo fa e che ci tengono in scacco da chissà quanto tempo!
La verità è che siamo liberi, e l’unico ultimatum che ci poniamo è esclusivamente nella nostra mente. Arriverà un giorno in cui non sbaglieremo mai? NO! Sbaglieremo sempre: sviste, errori piccoli, errori grandi, errori enormi... Ma il mondo non finirà lì, anche se sul momento potrebbe sembrare così.
C’è un usanza in Giappone, si chiama Kintsugi che significa letteralmente “riparare con l’oro”
Sarà capitato a tutti in un momento di distrazione di rompere un piatto, una ciotola, un bicchiere, una tazza... Bene, normalmente, se fosse un oggetto a cui teniamo particolarmente, cercheremmo di ripararlo in modo più “pulito” possibile, senza far notare crepe o incollature. Il Kintsugi invece è l’arte millenaria di incollare con l’oro i vari cocci della tazza rotta, affinché le crepe diventino luminose, affinché siano segno tangibile che si può creare valore anche da una ciotola frantumata, che non è da buttare anzi, diventerà ancora più preziosa.
Quindi sì, ci capiterà di sbagliare, di “rompere” qualcosa, ma tutto si potrà trasformare se riusciremo per primi a trovare la sorgente dell’oro che scaturisce dentro di noi, e c’è ve lo assicuro. 
La strada per trovare questo oro? Credere un po’ di più a chi ci fa un complimento, a chi ci dimostra il suo amore incondizionato, al posto di dare troppo retta alla nostra mente che vorrebbe tenessimo gli occhi fissi sulla tazza frantumata a terra. 
Dimostriamo alla nostra mente che non è la fine di quella tazza, ma che possiamo raccoglierla e farci un capolavoro.
E... sì, se qualcuno ci ama, se qualcuno ci dimostra il suo amore veramente incondizionato, se succede qualcosa di bello... sì, ce lo meritiamo!





ABOUT AUTORE









Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok