Non solo materia

24 Dic 2020


Viene nel mondo la Luce vera

Natale... Quest’anno, mentre stavo costruendo il presepe con i miei figli, ho fatto una serie di riflessioni. Era da giorni che tra noi dicevamo: “Abbiamo il presepe da fare...”. Passava il tempo e non trovavamo un momento per fermarci e metterci all’opera. L’8 dicembre ci siamo quasi imposti di tirare fuori gli scatoloni e iniziare a costruirlo, nonostante il caos in casa, nonostante non avessimo prima riordinato e fatto spazio. Il nostro presepe è piccolino e quasi totalmente fatto da noi. Una volta finito, mi sono messo a guardarlo e mi sono rallegrato di aver ricavato del tempo per preparare un posto, in famiglia, in cui accogliere Gesù Bambino. Subito dopo, tuttavia, ho cominciato a pensare: “Ma basta davvero fare un posto in casa, fisicamente? È davvero sufficiente? Qual è il senso di quello che sto facendo? Voglio solo essere a posto con la mia coscienza dicendomi che ho preparato lo spazio e adesso posso vivere la mia vita come sempre?”. Questa notte ho riflettuto su tutti questi interrogativi e stamattina mi sono messo ad osservare il presepe bello, luminoso, in cui non abbiamo ovviamente ancora messo Gesù Bambino... Ho contemplato Maria e Giuseppe, e i pastori e gli animali e ho percepito questa attesa pensando e chiedendomi se, nella mia vita di ogni giorno, stessi vivendo in questa attesa, con qualche piccolo gesto, qualche atteggiamento... Sto davvero vivendo in attesa? Quando mi rapporto con gli altri, con i miei figli o con mia moglie, oppure con gli eventi della giornata, sto vivendo come se nella mia vita stesse per arrivare il Figlio di Dio? Allora è come se davanti agli occhi mi cadesse un velo, e io vedessi chiaramente tutti i miei atteggiamenti, le mie risposte, le mie azioni, i miei pensieri, e vedo le ripercussioni che hanno sulle persone attorno a me e mi rendo conto di quanto poco io viva questa attesa, di quanto poco io sia pronto per accogliere una persona così importante come Gesù nella mia vita!

Questa breve riflessione è piena di interrogativi, lo so. Tuttavia è lo stesso evangelista Luca che, nel capitolo 18, pone la domanda da cui scaturiscono tutte quelle sopra: “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. Proprio questa “fede” a cosa si riferisce? Io penso che, nonostante e forse proprio in forza del fatto che stiamo vivendo tempi molto difficili sotto ogni punto di vista, in cui tutte le sicurezze guadagnate anche a prezzi molto alti nella storia stanno venendo minate o sono già state addirittura scardinate, ecco, nonostante tutto questo buio che incombe e sembra sempre più oscuro, la fede è quella che ci dà la certezza che viene nel mondo la Luce Vera, quella che illumina ogni uomo, e che le tenebre, per quanto fitte, non prevarranno su di essa. E colui che porterà questa certezza e questa luce nella nostra vita è un bambino, piccolo, nato in una stalla, apparentemente indifeso, ma un bambino che è figlio di Dio e porta a noi questa eredità di vittoria! Una venuta, quella di Gesù Bambino, che viene a dirci di guardare a lui, distogliendo lo sguardo dalla paura di ciò che avviene nel mondo: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Vangelo di Giovanni).






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