Parola del giorno

27 Mag 2020


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Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 17, 11b-19

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

Parole del Santo Padre

Sappiamo bene quanto stesse a cuore a Gesù che i suoi discepoli rimanessero uniti nel suo amore. «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11). Questa unità era già minacciata mentre Gesù era ancora tra i suoi. Il Signore, però, ha insistito tanto sull’unità nel nome del Padre, facendoci intendere che il nostro annuncio e la nostra testimonianza saranno tanto più credibili quanto più noi per primi saremo capaci di vivere in comunione e di volerci bene. (Udienza Generale, 8 ottobre 2014)

Commento di don Luigi Maria Epicoco

Ancora una volta la preghiera di Cristo ci insegna uno sguardo diverso sulla vita. Infatti è proprio nella natura dell’amore voler proteggere. Ma a volte la protezione prende il sopravvento persino sulla libertà di chi si ama. Certe volte amiamo fino al punto di preservare chi amiamo non solo dai problemi ma anche dalla vita stessa. Amiamo fino al punto di volerci sostituire alla libertà dell’altro. Gesù invece chiede al Padre non di togliere i suoi discepoli dal mondo, cioè non chiede di toglierli dalla drammaticità della vita stessa, delle scelte che vanno fatte, dalle difficoltà che vanno affrontate, ma chiede solo che siano custodite dal maligno. Essere consacrati nella verità significa entrare in un rapporto vitale con la Parola di Dio. Troppo spesso infatti non ci accorgiamo che un vissuto di fede che non si nutre davvero della Parola del Vangelo rischia di diventare solo sentimentalismo, o semplice educazione ricevuta da bambini o un bonario modo di stare dentro i binari di una morale. Il cristianesimo è relazione con Cristo non solo con il Suo messaggio, e come amava dire San Girolamo “l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo stesso”. Il maligno ragiona secondo la logica del mondo. Il suo è sempre un pensiero mondano. La Parola di Cristo porta con sé una logica completamente diversa. Essere custoditi dal maligno significa essere preservati da questo spirito mondano. Ciò che fa da antibiotico è la Parola. Non dobbiamo mai dimenticare che il nostro innesto nella verità è avvenuto a prezzo del sacrificio di Cristo. Gesù dona la vita perché le nostre vite siano salve. E si è salvi solo quando si vive per qualcosa di Vero.






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