Parola del giorno

09 Mar 2020


Donare, non riempire

(Per ascoltare il podcast con la lettura del Vangelo e le parole del Papa clicca qui)

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,36-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Parole del Santo Padre

Soltanto i misericordiosi assomigliano a Dio Padre. "Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso". Questa è la strada, la strada che va contro lo spirito del mondo, che pensa il contrario, che non accusa gli altri. Perché fra noi c’è il grande accusatore, quello che sempre va ad accusarci davanti a Dio, per distruggerci. Satana: lui è il grande accusatore. E quando io entro in questa logica di accusare, maledire, cercare di fare del male all’altro, entro nella logica del grande accusatore che è distruttore. Che non conosce la parola "misericordia", non la conosce, mai l’ha vissuta. (Santa Marta, 13 settembre 2018)

Commento di don Luigi Maria Epicoco

“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”. La misericordia consiste nel sapere amare le persone soprattutto nella loro miseria. Infatti sono tutti bravi ad amare la parte migliore di qualcuno, ma la grande sfida dell’amore è sapere amare il buio dell’altro, la sua fatica, la sua diversità, la sua fallibilità. In fondo è così che il Signore ama ciascuno di noi e finché non lo sperimentiamo come amore misericordioso allora abbiamo di Lui un’immagine sbagliata. Il contrario della misericordia è il giudizio: “Non giudicate e non sarete giudicati”. Infatti il contrario dello sguardo di misericordia è lo sguardo giudicante, e non c’è bisogno di molte spiegazioni per accorgersi come molto spesso ciò che blocca la nostra vita è sentirci guardati con giudizio. Solo se smettiamo di guardare con giudizio l’altro riusciamo a guarire dal giudizio che ci abita e che fa guardare a noi stessi come costanti errori da aggiustare. Il giudizio ci mette sempre nella posizione della morte che viene dalla condanna: “non condannate e non sarete condannati”. Cosa può rialzarci da una simile ferita? Il perdono: “perdonate e vi sarà perdonato”. Solo quando si perdona si rompe la spirale di odio e buio che inghiotte la nostra vita nell’infelicità. Se solo ci ricordassimo di questo segreto, vivremo con molta più pace e gioia di quanta invece ne abbiamo per la maggior parte della nostra vita. Ma c’è soprattutto una via maestra che può dettare un grande cambiamento di guarigione e liberazione per ognuno di noi, è la via del dono di sé: “date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”. Chi sente i vuoti della vita e le ferite della propria storia tende a voler riempire i propri vuoti e ripiegarsi sulle proprie ferite, ma l’unica cosa che ci guarisce è “donare” non riempire; accorgerci degli altri più che ripiegarci su noi stessi. Chi fa questo trova libertà.






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