Parola del giorno

01 Lug 2020


Libera nos a malo

Per ascoltare il podcast con la lettura del Vangelo e le parole del Papa nel sito Vatican News

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,28-34

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Parole del Santo Padre

Ci sono alcuni preti che quando leggono questo brano del Vangelo, questo e altri, dicono: "Ma, Gesù ha guarito una persona da una malattia psichica". Non leggono questo qui, no? È vero che in quel tempo si poteva confondere un’epilessia con la possessione del demonio; ma è anche vero che c’era il demonio! E noi non abbiamo diritto di fare tanto semplice la cosa, come per dire: "Tutti questi non erano indemoniati; erano malati psichici". No! La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio. (Santa Marta, 11 ottobre 2013)

Commento di don Luigi Maria Epicoco

("erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada") ...in questa descrizione c’è una verità che sperimentiamo quotidianamente nella nostra vita: quando una persona sta male, è infelice o frustrata, rovina anche la vita di quelli che ha accanto; diventa come un ostacolo sulla strada, un impedimento alla serenità. Ci accorgiamo di questo innanzitutto nelle nostre famiglie, poi nelle nostre comunità ma anche nei nostri ambienti di lavoro. Chi è ostaggio di una qualunque situazione di male non si limita semplicemente a stare male, ma involontariamente mortifica anche la vita di chi gli è accanto. (...) il dovere che abbiamo di lasciarci liberare dal male che ci rende infelici non è solo una responsabilità nei confronti di noi stessi ma anche un favore che facciamo alla gente che ci è accanto. Dalla nostra liberazione personale può cambiare il mondo intorno a noi e la qualità della vita degli altri. Detto questo però rimane paradossale come l’esorcismo che Gesù opera su questi due uomini ha come risposta un rifiuto da parte della gente del posto (i mandriani fuggirono...  tuttà la città pregò Gesù di allontanarsi dal suo territorio). Forse la cosa che li ha turbati è la perdita economica di quelle mandrie di animali. Ma non si può pensare di far entrare Cristo nella propria vita e non accettare di perdere qualcosa di quelle cose che solitamente il mondo promette convincendoti che da esse dipende la tua vera felicità. La fede, come l’amore, è una scelta che prevede l’esclusione di qualcos’altro. Gesù non è un porta fortuna, è un portatore di vita e libertà.






ABOUT AUTORE









Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok