Parola del giorno

06 Feb 2020


Se hai accanto qualcuno che ti vuole bene, di cos’altro hai bisogno?

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parole del Santo Padre

“Tutti noi abbiamo bisogno di essere guariti, tutti, perché tutti abbiamo malattie spirituali, tutti. Ma, anche, tutti noi abbiamo la possibilità di guarire gli altri, ma con questo atteggiamento. Che il Signore ci dia questa grazia di guarire come guariva Lui: con la mitezza, con l’umiltà, con la forza contro il peccato, contro il diavolo e andare avanti in questo bel ‘mestiere’ di guarirci fra noi, perché tutti: ‘Io guarisco un altro e mi lascio guarire dall’altro’. Fra noi. Questa è una comunità cristiana”. (Santa Marta 7 febbraio 2019)

Commento di don Luigi Maria Epicoco

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi”. È interessante vedere come la missione, così come la concepisce Gesù, non è mai il lavoro solitario ed eroico di uno solo, ma sempre il tentativo di essere in comunione almeno con un altro. Questo principio la teologia lo chiama “principio ecclesiale”. Troppe volte ci dimentichiamo che l’esperienza di fede non è mai un ripiegamento intimistico dentro noi stessi in faccende che pensiamo non riguardino gli altri. Una fede per essere autenticamente cristiana e cattolica è sempre una fede che passa attraverso la Chiesa, cioè attraverso il tentativo di essere in una relazione di comunione. Senza l’atro non riusciamo ad annunciare nessun Vangelo credibile. E non riusciamo nemmeno ad annunciare nessun Vangelo efficace. Infatti il potere di mettersi contro il male viene da quella grande forza che è la comunione. È infatti la comunione l’arma segreta di ogni vera evangelizzazione. È la comunione l’asso nella manica della Chiesa. È la comunione l’esorcismo più potente contro il male. Non a caso i grandi problemi che ci affliggono come credenti sono quasi sempre problemi di comunione. Dovremmo quindi prendere la grande decisione di difendere la comunione con tutte le nostre forze. Inventarci invece strategie e nuove performance di annuncio che non facciano però i conti con il grande tema della comunione significa fare esattamente il gioco del diavolo che ci lascia tutta la nostra religiosità, tutti i nostri progetti pastorali, tutti nostri propositi, a patto però di tenerci tutti divisi. È la comunione l’unico armamentario che possiamo portare con noi, per il resto Gesù è abbastanza chiaro: “E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche”. Se tu hai accanto qualcuno che ti vuole veramente bene di cos’altro puoi avere bisogno?






ABOUT AUTORE









Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok