Riflessioni

30 Nov 2016


IL TEMPO DELL'ATTESA

Mt 24, 37-44

Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.

Riflessione

Il Figlio dell'uomo verrà. Con questo annuncio, ripetuto ben quattro volte nel brano di Vangelo che meditiamo, iniziamo il tempo d'Avvento e un nuovo anno liturgico in cui i nostri passi saranno accompagnati da Gesù secondo il racconto fatto dall'evangelista Matteo e dalla sua comunità. Ci troviamo dunque a capodanno senza rendercene conto. Le varie religioni e culture hanno stabilito l'inizio dell'anno in momenti diversi: febbraio per i cinesi, settembre per il calendario ebraico, ottobre per quello arabo... tutti hanno sentito l'esigenza di sancire in qualche modo l'inizio che contiene in sé il germe di qualcosa di nuovo: una promessa. Perché allora scegliere un testo del discorso d'addio di Gesù, perché parlare degli ultimi giorni, quando Egli tornerà?

Il vangelo che sancisce l'inizio dell'Avvento è strutturato in tre quadri: nel primo Gesù ricorda ciò che accadde ai tempi di Noè, quando gli uomini erano occupati nelle loro faccende e non si accorsero del diluvio che stava arrivando e che travolse tutti, tranne Noè e la sua famiglia. Il terzo quadro sottolinea come ogni padrone di casa non si lascerebbe svaligiare l'abitazione, se conoscesse il momento in cui giungono i ladri. Entrambi i quadri  hanno la funzione di concentrare l'attenzione del lettore sul quadro centrale, che contiene un comando di Gesù: “vegliate”. Il verbo utilizzato è il più espressivo ed adatto per indirizzarci sulla via da percorrere lungo questo tempo d'Avvento. “Vegliare” implica l'atteggiamento delicato e forte di chi si prende cura di un bambino o di un malato o di un intero popolo, quando fuori è notte. È un verbo che suggerisce intelligenza, capacità di osservazione e di attesa. Esso, a volte, richiede anche fatica, perché nello scorrere delle scadenze da rispettare al lavoro, delle faccende da sbrigare a casa, viene spontaneo camminare a testa bassa dimenticandosi di fare attenzione a quello che succede attorno ed anche dentro di noi. “Vegliate dunque, perché non conoscete in quale giorno il vostro Signore viene”. Si tratta allora di non lasciarsi travolgere dagli eventi, ma di poter godere dei momenti più intensi ed inaspettati che la vita ci riserva, quelli in cui si scorge una Presenza. Lo sguardo rivolto ai giorni ultimi ci assicura, allora, che l'attesa non sarà vana, ma che la fine è pienezza di gioia, perché Gesù torna veramente: “spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci, una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione” dice Isaia. L'inizio di questo nuovo anno dura un Avvento e ci offre la possibilità di rendere concreto il vegliare: che si tratti di ricavarsi del tempo per fare silenzio, per leggere la Parola, per capire un po' di più cosa sta accadendo nel mondo e in chi vive accanto a noi... saranno tutti modi di dar compimento a un'esortazione che proviene da Chi ben conosce cosa può davvero permetterci di vivere appieno.






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