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22 Gen 2018


Lettera di un romano a Elazioria (Mc 1,16-20)

Pescare gli uomini lungo il mare della vita... Cosa può significare?
Carissima Elazioria,
 
Se nella mia precedente lettera ti scrivevo come, in Gv 1,35-42, Gesù avesse chiamato i suoi primi discepoli, ora ti voglio accennare come tale chiamata venga raccontata da Marco, nel cosiddetto “Vangelo o manuale del catecumeno”.
È impressionante: «Gesù passava lungo il mare» (Mc 1,16-20); sicuramente, come avresti pensato tu, o io, non era “lungo il Piave” e neanche “lungo il Tevere”, ma di certo “lungo il mare della Galilea”. Non vi trovò “professori, maestri, vignaioli”, neanche “commesse” né “sacerdoti”, ma vide “i pescatori” che erano in pieno lavoro: «gettavano le reti in mare». Gesù vide: questo vedere ha un carattere creativo, fonda qualcosa di nuovo e di perenne, significa la meraviglia dell’incontro da persona a persona. Lo sguardo penetrante di Gesù va dritto al cuore, all’identità, al mistero personale. Cara Elazioria, ho pensato se Gesù fosse passato “lungo il mare della tua vita”: avendoti trovato mentre sbrigavi le tue faccende quotidiane, ti avrebbe fissato e forse non ti saresti resa conto di nulla - perché impegnata nelle tue attività - e avresti perso quello sguardo che cambia la vita delle persone.
Sai, Elazioria: Gesù, vedendoli in pieno lavoro, ha usato la forma avverbiale del greco “δεῦτε”, “qui”, come a dire “Venite qui”; poi indica il posto con “ὀπίσω μου”, cioè “dietro di me”. Quell’uomo non è un maestro di pesca, ma “un figlio del falegname”, come si usava dire. Mi pongo una domanda, ho una curiosità: “come mai, il figlio del falegname, che non è un falegname e non conosce neanche il mestiere del pescatore, obbliga alcune persone a lasciare le reti e ad andare “lì” – per essere dietro di lui e seguirLo?” Come si può immaginare in una società tecnologica come la nostra, in cui abbiamo bisogno di specialisti, di seguire uno che non sa neanche “gettare in mare le reti”? Non si tratta di “gettare” ma di essere “dietro di lui”. Ricordi che ti avevo detto che era un “Maestro” e che “insegnava con autorità”? Ricordi anche che “era lui la Via”? Allora dobbiamo andare dietro di Lui, fidarci e seguirLo. Lasciare le proprie reti, le proprie sicurezze, lasciare quello che assicura la sostenibilità economica della propria famiglia… Sarei io capace di fidarmi di uno sconosciuto, che non è uno specialista, psicologo, scienziato, sociologo come vuole la nostra società? Il Maestro va oltre: non solo propone a chi incontra di andare dietro di Lui, ma dà un orientamento, uno scopo al suo lavoro: “farlo diventare pescatore di uomini”. Davanti a una tale proposta, che cosa direbbero i nostri contemporanei?  Hai già immaginato che cosa vuole dire Gesù? Pensaci: chi pesca fa l’azione di “tirare il pesce fuori del suo habitat naturale”, e lo fa per suo interesse personale. Che cosa dunque può significare “pescare gli uomini”? Sarebbe “salvare l’uomo” in ogni circostanza, perché si troverebbe fuori del suo habitat e rischierebbe di morire: immagina di trovare qualcuno nell’acqua, quasi soffocato dalle onde e stremato dalla forza delle correnti del mare! La tua missione sarebbe pescare quell’uomo, trarlo fuori da quell’ambiente ostile e salvarlo; sarebbe cercare l’interesse dell’altro. Ciao carissima, spero di incontrarti nel mare della vita, mentre stai pescando i tuoi amici, i tuoi compaesani e anzi i tuoi contemporanei. Ma ricordati che hai un Maestro e, in tal servizio, dobbiamo seguirLo ed imparare da Lui che è il Vero Pescatore degli uomini.
 
Con amicizia,
Osório, imc





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