Lettera di un romano a Elazioria (Mc 9,1-9)

..."teste dure" o "figli del tuono" che si lasciano prendere per mano....

Il richiamo al deserto, nella lettera precedente, non solo ci ha fatto viaggiare verso “la spiritualità del deserto” com’era praticata da Sant’Antonio Abate e Sant’ Atanasio, ma anche ci ha fatto ricordare, per chi ha vissuto tanti deserti nella sua vita, «quei momenti - come mi hai accennato tu, Elazioria - nei quali mi sono avventurata con lo zaino pieno di cose inutili e dannose e dove via via il mio zaino, il mio fardello si è svuotato».

Siccome siamo ormai con lo zaino vuoto, non ci fermeremo nel deserto, ma con piccolo sforzo andremo, in disparte, da soli con il Maestro, su un alto monte. Non andremo a vedere “Il Cristo pensante” sul monte Castellazzo, ma “Cristo trasfigurato” andremo anzi a contemplare “la trasfigurazione di Cristo” sul monte Tabor (Mc 9,1-9).

 Quest’allusione al monte, per i lettori di Marco e anche per te, sicuramente, serve da collegamento alla tradizione biblica ove il monte è un luogo della sfera divina ed evoca il Sinai, dove nel passato, Dio aveva manifestato al popolo la sua volontà, consegnando la legge a Mosè. Ora, in questo monte “Cristo fu trasfigurato”. La scena biblica narrata appare come, se qualcuno – Dio –

alzasse il velo su Gesù in modo tale che i discepoli o ciascuno di noi possa conoscere l’identità vera del Signore, quella di essere “Figlio di Dio”. Infatti, la voce del Padre si fece sentire: “Questo è il mio Figlio prediletto! Ascoltatelo!”.

Tre furono i discepoli testimoni di questa trasfigurazione: Pietro, Giacomo e Giovanni. Che personaggi, che tipi! Simone è chiamato Pietro cioè “testa dura”, Giacomo e Giovanni sono chiamati “figli del tuono”: proprio i discepoli più difficili, ma Gesù “li prese e li condusse”. I medesimi discepoli assistono alla risurrezione della figlia di Giairo (5,37) e poi, più tardi, all’agonia di Gesù (14,33).

Carissima Elazioria, puoi immaginare che nella nostra società ci siano tantissime persone che hanno delle teste dure e che sono figli dei tuoni?! Ma che, nonostante la durezza delle loro teste e le loro reazioni da “figli del tuono”, questi si lascino prendere per mano da Gesù e si lascino condurre sull’alto monte?! Poiché hai lo zaino vuoto, lasciati prendere per mano e fatti condurre da Lui! Non fare la testarda. Molti di noi, davanti a particolari situazioni, si considerano testardi e, come tali, non si lasciano condurre da Lui e continuano a reagire come dei “figli del tuono”. Non sia così! Andiamo sul monte per contemplare la “trasfigurazione” e la rivelazione di Gesù.

Ti ho detto che quei tre sono coloro che hanno anche assistito all’agonia di Gesù, alla sua passione, alla sua “de-figurazione”. Ricorda che dopo la “de-figurazione di Gesù” venne la sua glorificazione. Sul Monte Gesù ha voluto anticipare la sua glorificazione, rivelandosi e trasfigurandosi. Coloro che avrebbero visto la “de-figurazione di Gesù”, in maniera anticipata, vedono la sua “trasfigurazione”. La trasfigurazione così ci prepara a vivere il momento della passione con molta fede e sicuri che Dio, che ha trasfigurato Suo Figlio, Lo glorificherà.

Ti auguro una buona salita e sii sempre predisposta a meravigliarti sul monte Tabor...

p. Osorio, imc






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