Vite esemplari

05 Mag 2016


Irene (5 maggio) #santinomi

Dietro il magnifico significato di questo nome, si celano le vicende leggendarie di una martire cristiana

Numerose sono le sante di nome Irene e le loro storie sono spesso avvolte nella leggenda. L'Irene che nel nostro calendario si venera il 5 maggio, santa leccese, ha un attributo comune all'omonima venerata il 20 ottobre, santa portoghese legata alla città di Santarem: entrambe sono contraddistinte da una grande bellezza di lineamenti, concausa del martirio che hanno avuto entrambe in sorte.

Ciò che sappiamo di santa Irene da Lecce, altresì nota in loco come santa Erina, è tramandato da una breve e tarda Vita, raccolta nel X secolo da Basilio II. Di famiglia benestante, ebbe un padre geloso di nome Licinius, che a sei anni la rinchiuse in una torre, affinché nessuno potesse godere della sua beltà. Ciò non le precluse di avvicinarsi al cristianesimo, ricevendo il battesimo da Timoteo, discepolo di san Paolo, e ripudiando gli idoli venerati da Licinius: questi, in uno scatto d'ira, la punì legandola su un cavallo imbizzarrito che, anziché uccidere Irene, diede un morso letale al padre di lei. Ma grazie alle preghiere della figlia, Licinius avrebbe ottenuto la resurrezione e, assieme a un folto gruppo di pagani, si sarebbe convertito al cristianesimo. Scampata alle ire del padre, Irene fu comunque martirizzata per ordine del governatore Ampelio, perché non aveva rinnegato il proprio credo.

Al di là di trascorsi leggendari, resta la certezza del nome, derivato dal greco Eiréne, con cui nell'antichità si riconosceva la Dea della Pace; l'attributo, in epoca cristiana, si è caricato di nuove implicazioni religiose.

 

(Nell'immagine in alto: Lecce, altare di Sant'Irene.)






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