Vite esemplari

31 Gen 2018


Oggi si ricorda San Giovanni Bosco, più familiarmente don Bosco

Una vita dedicata ai giovani
Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 al Colle dei Becchi, una località presso Castelnuovo d ‘Asti, ora Castelnuovo Don Bosco. Di famiglia povera si preparò, fra stenti ed ostacoli, lavorando e studiando, alla missione che gli era stata indicata attraverso un sogno fatto all’età di nove anni e confermata più volte in seguito in modo straordinario: farsi religioso francescano.
Aveva 19 anni quando comunicò la sua intenzione al parroco di Castelnuovo, che, prontamente, avvertì la madre: «Cercate di allontanarlo da questa idea. Voi non siete ricca e siete avanti negli anni. Se vostro figlio va in convento, come potrà aiutarvi nella vostra vecchiaia?».
Quindi mamma Margherita andò a parlare a Giovanni: «Il parroco è venuto a dirmi che vuoi entrare in convento. Sentimi bene. Io voglio che tu ci pensi e con calma. Quando avrai deciso, segui la tua strada senza guardare in faccia nessuno. La cosa più importante è che tu faccia la volontà del Signore. Il parroco vorrebbe che io ti facessi cambiare idea, perché in avvenire potrei avere bisogno di te. Ma io ti dico. In queste cose tua madre non c’entra. Dio è prima di tutto. Da te io non voglio niente, non mi aspetto niente. Io sono nata povera, sono vissuta povera, e voglio morire povera. Anzi, te lo voglio subito dire: se ti facessi prete e per disgrazia diventassi ricco non metterò mai più piede in casa tua. Ricordatelo bene».
Giovanni Bosco quelle parole non le avrebbe dimenticate mai. Dopo molta preghiera e dopo essersi consultato con amici e con il suo confessore Don Giuseppe Cafasso, entrò in seminario per gli studi di Teologia. Fu poi ordinato sacerdote a Torino nella chiesa dell’Immacolata Concezione il 5 giugno del 1841. Don Bosco prese con fermezza tre propositi:
  • Occupare rigorosamente il tempo.
  • Patire, fare, umiliarsi in tutto e sempre quando si tratta di salvare le anime.
  • Farsi guidare in ogni cosa dalla carità e dalla dolcezza di San Francesco di Sales.
Venuto a Torino, fu subito colpito dallo spettacolo di centinaia di ragazzi e giovani allo sbando, senza guida e lavoro; consacrò la sua vita alla loro salvezza. L’8 dicembre 1841, nella chiesa di San Francesco d ‘Assisi, ebbe l’incontro con il primo dei moltissimi ragazzi che l’avrebbero conosciuto e seguito: Bartolomeo Garelli. Cominciò così l’opera dell’Oratorio, prima itinerante poi sito a Valdocco, dove don Bosco comperò un pezzo di terreno con una casa ed una tettoia a cui aggiunse una cappella; fu la Casa Madre di tutte le opere salesiane. I ragazzi che presero a frequentare questo posto furono centinaia: studiavano e imparavano i mestieri nei laboratori che don Bosco aveva costruito per loro.
Nell’opera educativa fu aiutato da mamma Margherita. Nel 1859 invitò i suoi primi collaboratori ad unirsi a lui nella Congregazione Salesiana: rapidamente si moltiplicarono ovunque oratori, scuole professionali, collegi, centri vocazionali, parrocchie, missioni.
Nel 1872 fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) che lavorano in svariate opere per la gioventù femminile.
Ma Don Bosco seppe chiamare anche numerosi laici a condividere con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice la sua stessa ansia educativa: fin dal 1869 aveva dato inizio alla Pia Unione dei Cooperatori che facevano parte a pieno titolo della Famiglia Salesiana e ne vivevano lo spirito prodigandosi nel servizio ecclesiale.
A 72 anni, sfinito dal lavoro, non venendo meno a quanto si era prefisso (“Ho promesso a Dio che fin l’ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani”), don Bosco morì a Torino-Valdocco, all’alba del 31 gennaio 1888.  Fu beatificato il 2 giugno 1929 e dichiarato santo da Pio XI nella Pasqua del 1934.
 
In seguito, molti altri andarono a gettare nei solchi semi di vita: Domenico Savio, Don Rua, Don Rinaldi… affinché il terreno continuasse ed essere fertile, anche dopo Don Bosco.
 





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