San Daniele, il missionario protettore del “Continente Nero”

Nato in una famiglia di braccianti su Limone del Garda nel 1831, Daniele Comboni si appassiona di viaggi in Africa per aiutare le persone bisognose.

Nel 2003 Papa Giovanni Paolo II definì, nel giorno della sua canonizzazione, San Daniele Comboni come «insigne evangelizzatore e protettore del Continente Nero», l’Africa. Daniele Comboni è infatti simbolo dell’evangelizzazione in terre lontane e difficili, missionario a tutti gli effetti. Nella sua opera è presente la profezia del Vangelo: “salva i popoli e li libera da ogni forma di schiavitù”; l’opposto di quello che gli imperi coloniali hanno portato in Africa. Gli africani devono davvero tanto alla figura di San Daniele che ha ridato loro dignità e fiducia contro lo sfruttamento delle tribù locali e degli stessi occidentali colonialisti. L’esperienza della missione di Daniele Comboni ha dato il là al senso profondo delle missioni odierne dei padri Comboniani: un modello di emancipazione con studenti di colore, guidati da insegnanti di colore all’interno dell’unico vero insegnamento valido: “siamo tutti figli di Dio”.

LA VOCAZIONE

San Daniele nasce in una famiglia di braccianti su Limone del Garda nel 1831: i suoi genitori, Domenica Pace e Luigi Comboni, lavoravano presso la tenuta di un lontano e ricco parente che discendeva dal ricco notaio Comboni. Anche Daniele, fin da piccolo, fu quasi costretto a svolgere i vari lavori per aiutare i genitori e per consentire loro di rimanere nella casa del parente stesso. Questo fino al 1843 quando, all’età di dodici anni, decide di trasferirsi a Verona e viene iscritto in una scuola per ragazzi le cui famiglie erano povere. Qui conosce il sacerdote Nicola Mazza per mezzo del quale si appassiona alle missioni in Africa e soprattutto all’aiuto nei confronti delle persone maggiormente svantaggiate sotto il profilo economico e sociale. Nel frattempo la Parola di Dio inizia a fare breccia nel suo cuore, tanto che, sette anni più tardi (19 anni), decide di diventare sacerdote. Promette a Nicola Mazza che avrebbe dedicato tutta la sua vita ad aiutare le popolazioni africane che risiedevano nella zona del sud Sahara.

LE MISSIONI

Dopo aver studiato Filosofia e Teologia, Daniele Comboni fa il suo primo viaggio in Africa, precisamente a Khartoum, assieme ad altri missionari. La sua permanenza in queste zone dura solo un anno, ovvero dal 1858 all’anno successivo, perché si ammala di febbre malarica ed è costretto a tornare in Italia. Questo, però, non gli impedisce di realizzare diversi progetti che avevano come scopo aiutare l’Africa valorizzando le risorse possedute dalla stessa popolazione. Nel corso degli anni fonda diversi istituti, tra i quali spiccano quello dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e quello delle Suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia, fondati entrambi attorno al 1972. Successivamente san Daniele effettua un lungo viaggio che lo vede protagonista in tutta Europa, dove cerca di aiutare le popolazioni povere che necessitavano d’aiuto.
Nel 1880 torna in Africa dove deve scontrarsi con i potenti del luogo che schiavizzavano i loro stessi concittadini meno fortunati. San Daniele non riesce a portare a termine la battaglie: si ammala nuovamente, stavolta di colera, e il 10 ottobre 1881 lascia questa vita.

LA CELEBRAZIONE

Daniele Comboni viene canonizzato nel 2003 da Papa Giovanni Paolo II. Oltre alle sue innumerevoli opere buone, gli è stata attribuita la miracolosa guarigione nei confronti di una giovane donna di 32 anni di nome Lubna Abdel Aziz. La donna non era di religione cattolica ma musulmana. Questo ci fa comprendere l’universalità dell’amore del santo che viene celebrato oggi, un uomo che non si fermava a guardare il credo religioso della persona ma che si interessava di tutti indistintamente. Il motto di San Daniele era proprio quello, come riporta il sito del Vaticano, di “salvare l’Africa con l’Africa” ed è certamente quello che ha dimostrato lungo tutto l’arco della sua breve ma significativa vita.

Il santo oggi - 10 ottobre - viene celebrato in diverse zone dove egli ha fatto delle opere di carità e diffuso la parola di Dio, soprattutto in Africa e nella sua città natale.

 

 






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