Vite esemplari

19 Set 2019


San Gennaro

La storia dice che Gennaro sia nato verso l’anno 272. La data però è incerta così come il luogo: c’è chi dice che sia nato a Benevento, città di cui fu vescovo, o a Napoli, che ha da sempre vantato la paternità del Santo, così come la frazione di Caroniti nel comune di Ioppolo in provincia di Vibo Valentia.

Nel corso dell’accanimento di Diocleziano sui cristiani, Sossio, un giovane trentenne stimato per la santità di vita, era diacono della chiesa di Miseno. In quel periodo Gennaro era vescovo di Benevento e, recandosi a Miseno per partecipare a una liturgia, ebbe certezza dell’imminente martirio del giovane diacono, che infatti poco dopo fu imprigionato. Gennaro si recò a fargli visita per consolarlo con il suo diacono Festo e il lettore desiderio. Riconosciuti come cristiani, i tre visitatori furono a loro volta incarcerati e, non avendo voluto abiurare la loro fede, furono condannati ad bestias, cioè a essere dati in pasto alle belve durante lo spettacolo circense; ma il giorno dopo, per l’assenza del governatore stesso, impegnato altrove, il supplizio fu procrastinato. Dragonzio comandò allora che a Gennaro e ai suoi compagni venisse tagliata la testa. Condotti vicino al Forum Vulcani, oggi Solfatare di Pozzuoli, essi furono decapitati.

Immediatamente dopo la decapitazione di Gennaro, il suo sangue venne raccolto e conservato in ampolle. SI narra che il primo evento della liquefazione del sangue del santo avvenne ai temi del passaggio delle spoglie di Gennaro dall’Agro Marciano a Napoli. Sembra che durante la traslazione le spoglie abbiano incrociato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del santo e alla presenza della testa di quest’ultimo il sangue si sia sciolto. La prima testimonianza scritta di tale avvenimento risale al 1389 sulle pagine del Chronicon Siculum e durante le manifestazioni per la festa dell’Assunta, quell’anno, le ampolle contenenti il cosiddetto sangue di San Gennaro furono esposte pubblicamente. Il 17 agosto del 1389 si celebrò una solenne processione per vedere il miracolo: il liquido conservato nell’ampolla si era sciolto.

Le ampolle, che si trovano dentro una piccola bacheca decorata con una cornice in argento e dotata di manico, sono oggi accuratamente conservate nel duomo di Napoli. Una delle due è riempita quasi completamente, mentre l’altra è praticamente vuota perché la maggior parte del suo contenuto fu portato via, in Spagna, da re Carlo III di Borbone. Per tre volte all’anno, l’ampolla viene esposta alla presenza dell’Arcivescovo di Napoli mostrata al popolo; in due delle tre date è presente anche l’Arcivescovo di Napoli. Le date ricordano tre momenti della storia che legano le reliquie al popolo partenopeo, ed
è in quegli “anniversari” che avviene il “Prodigio” o “Miracolo” della liquefazione del sangue di San Gennaro. La liquefazione del sangue documentata ininterrottamente sino ad oggi.

È il santo più conosciuto sia dal punto vista culturale sia da quello spirituale per due distinti motivi. Dal punto di vista artistico e culturale perché le vicende politiche di Napoli, la vocazione naturale a essere grande capitale europea di un regno in un punto strategico del Mediterraneo, la capacità innata di essere culla delle arti e degli artisti, la fede del popolo, hanno fatto sì che vi fossero scambi commerciali e culturali continui con gli altri paesi, diventando meta privilegiata del Gran Tour e, ovviamente incidendo in modo rilevante anche sulla conoscenza e la “esportabilità” di San Gennaro nel mondo. Non è un caso che alcuni dei più importanti musei internazionali conservino ed espongano una o più opere raffiguranti il Santo di Napoli realizzate da grandi artisti.

Il secondo motivo dell’enorme diffusione che ha avuto il culto di San Gennaro nel mondo, testimoniata anche dalla stima del Vaticano che ha contato in oltre 25 milioni i devoti e che ancora oggi vede la processione di San Gennaro il 19 settembre di ogni anno a New York, a Los Angeles, a Rosario in Argentina, a San Paolo del Brasile, a Chicago, a Toronto, a Melbourne, a Sidney e nei luoghi più disparati della Terra, lo si deve soprattutto a causa dell’emigrazione italiana di fine Ottocento: il più grande esodo della storia moderna.

San Gennaro può essere considerato dunque a pieno titolo come patrono dei migranti.






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