Vite esemplari

23 Apr 2017


San Marco

Il 25 aprile si festeggia San Marco Evangelista. Della sua vita si conosce poco, ma l’opera immensa che ci ha trasmesso è alla base della dottrina Cristiana e della cultura occidentale.

Su Marco Evangelista si sa davvero poco. Brevi note bibliografiche - in parte documentate (Atti degli Apostoli, Lettere di s. Paolo e di s. Pietro), in parte frutto di tradizioni opportunamente ricostruite – ci dicono che egli nacque in Palestina in una famiglia agiata che gli permise di studiare latino, ebraico e greco. Quando tribù barbare invasero la loro città, tutta la famiglia si rifugiò a Gerusalemme. Rimasta vedova, sua madre avrebbe ospitato Gesù e gli apostoli; in quella casa dove egli viveva con annesso Orto degli Ulivi sarebbe stata dunque la sede dell’Ultima Cena. Ma questi aneddoti non sono certi. Probabilmente Marco non conobbe direttamente Gesù, anche se forse il ragazzetto che seguì Gesù dopo l’arresto potrebbe essere proprio lui visto che questa figura compare solo nel Vangelo di Marco.

Nel 44 d.C., il giovane Marco seguì San Paolo nelle sue missioni di evangelizzazione di Antiochia, poi a Cipro e in Asia Minore. In seguito, divenne fedele collaboratore di San Pietro, che lo chiamava “figlio mio”. Venne quindi inviato ad evangelizzare il Nord Italia e nel viaggio verso Aquileia si fermò sulle isole Rialtine primo nucleo della futura Venezia. In sogno gli apparve un angelo sotto forma di leone alato, il quale lo salutò pronunciando le parole “Pax tibi Marce evangelista meus” e gli annunciò che in quel luogo avrebbe vissuto, sarebbe giaciuto da morto e poi sarebbe stato onorato dalla gente. Così il simbolo di San Marco è il leone alato che tiene tra le zampe un libro riportante le parole di saluto dell’angelo, e egli patrono di Venezia.

Non è certo né dove né come morì. Una prima versione leggendaria narra che Marco morì proprio nell’arcipelago delle Rialtine per morte naturale. Secondo un’altra leggenda, invece, morì martire ad Alessandria d’Egitto sotto l’imperatore Traiano. La morte probabilmente avvenne un 25 aprile tra il 70 e il 74. L’aneddotica include anche la famosa leggenda secondo la quale nel 828 alcuni mercanti veneziani per sottrarre agli infedeli le preziose reliquie del Santo le nascosero in una cesta di carne di maiale in modo che i musulmani non fossero invogliati a frugare da quelle parti. Così le portarono a Venezia, superando il controllo dei Mori, una bufera e una pericolosa secca.

Tutta l’importanza di San Marco sta nella sua opera: il Vangelo. Il Vangelo scritto da Marco, considerato dalla maggioranza degli studiosi come “lo stenografo” di Pietro, va posto cronologicamente tra quello di s. Matteo (scritto verso il 40) e quello di s. Luca (scritto verso il 62); esso fu scritto tra il 50 e il 60, nel periodo in cui Marco si trovava a Roma accanto a Pietro. È stato così descritto: “Marco come fu collaboratore di Pietro nella predicazione del Vangelo, così ne fu pure l’interprete e il portavoce autorizzato nella stesura del medesimo e ci ha per mezzo di esso, trasmesso la catechesi del Principe degli Apostoli, tale quale egli la predicava ai primi cristiani, specialmente nella Chiesa di Roma”.






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