Vite esemplari

06 Dic 2018


San Nicola, da vescovo della carità a Santa Claus

Chissà quanti bambini ieri sera si sono coricati trepidanti nell’attesa di San Nicolò.  E magari sul tavolo gli hanno fatto trovare una tazza di latte caldo e qualche dolcetto per ristorarlo del faticoso viaggio in sella al suo asinello per portare regali a tutti i bambini…

Una tradizione che si tramanda di generazione in generazione e che si basa sulla vera esistenza di San Nicola.

Nato a Patara e vescovo della città di Myria (Anatolia), originario di una ricca famiglia ma sfortunato perché rimasto orfano da piccino, Nicola studiò e fu allevato in un monastero e a 17 anni divenne il più giovane prete dell’epoca. Della sua ricchezza, ereditata dai poveri genitori, fece regali e doni ai bimbi poveri e alle famiglie che non possedevano niente.

La sua figura è legata alla protezione delle persone povere, delle vedove e dei bambini.

Fin dal VI secolo il culto di San Nicolò (o San Nicola) era diffuso in tutto l’Oriente. La sua fama quindi approdò in Italia, specie a Roma e nel Sud che allora era dominato dai Bizantini. Attraverso i secoli il ricordo di questo santo non si spense, tanto che venne rinominato San Nicolò di Bari, come se la città pugliese l’avesse adottato. Tuttavia, i baresi, di cui è anche patrono, festeggiano il santo il 9 maggio, giorno in cui le sue spoglie arrivarono in città nel 1087, mentre al Nord la sua festa ricorre il 6 dicembre che è la data in cui sarebbe morto a Myra nel 343.

La leggenda più famosa legata al Santo che aiutava i bambini è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perché prive di dote. Le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola, impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d’oro, uno per ogni fanciulla. Una notte introdusse il primo sacchetto attraverso la finestra aperta e fece lo stesso con il secondo sacchetto la notte successiva. La terza notte, avendo trovato la finestra chiusa, calò il sacchetto attraverso il camino, regalando alla povera famiglia una gioia infinita.

Il culto di San Nicolò (o Nicola) fu portato anche a New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas. Questo nome, poi, fu tradotto nel britannico Santa Claus o Klaus ed eccoci arrivati a… Babbo Natale! Nella Storia di New York, di Washington Irving, si trova un Sinterklaas americanizzato in Santa Claus: non ha più le caratteristiche vescovili di San Nicola ma viene rappresentato come corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Sembra che l’aspetto moderno di Santa Claus abbia assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia “Una visita di San Nicola”, ora più nota con il titolo “La notte di Natale” (“The Night Before Christmas”), il 23 dicembre 1823.






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