San Nicola di Bari

I bambini, in questi giorni, si stanno preparando a ricevere le strenne di San Nicola (o San Nicolò), che passerà a visitare le loro case nella notte tra il 5 e il 6 dicembre. Questo pacioso vecchietto amico dei bambini è esistito davvero, e… c’è lui dietro la figura di Babbo Natale!

Nicola nacque a Patàra di Licia, nel III secolo, da una famiglia benestante: il padre Epifanio e la madre Giovanna erano cristiani e allevarono il figlio nella fede. Ben presto, però, egli rimase orfano, o almeno così si narra: studiò e crebbe in un monastero a Myra e, a diciassette anni, divenne il prete più giovane dell’epoca; della ricchezza ereditata dai genitori, fece regali e doni ai bimbi poveri e alle famiglie che non possedevano niente (di qui l’appellativo “il santo del dono”). Quando il vescovo della città morì, Nicola fu eletto dai cittadini nuovo vescovo. Nel 305 fu imprigionato durante le persecuzioni di Diocleziano. Con l’avvento di Costantino e del suo editto venne liberato e poté riprendere il suo posto. Non è provato che partecipò al consiglio di Nicea, ma è certo che si batté in difesa della religione cristiana contro l’eresia ariana.

Morì il 6 dicembre 343. Le spoglie riposavano a Myra quando la città fu presa dai mussulmani. Bari e Venezia, allora rivali nei commerci con l’Oriente, poiché la fama di questo santo era ampiamente diffusa anche in Italia, si contesero le reliquie da portare in Occidente. Alla fine, l’8 maggio del 1087, il santo fu tumulato nella chiesa dei benedettini a Bari, custodito dal futuro vescovo Elia, che, in seguito, fece edificare una chiesa dedicata a Nicola. Così, i pugliesi festeggiano San Nicola l’8 maggio (giorno in cui le sue spoglie arrivarono a Bari), mentre le città del nord lo ricordano il 6 dicembre (giorno in cui egli morì a Myra).

Molti episodi della sua vita sono frutto di leggenda, ma un fatto è certo: Nicola fu sempre dalla parte dei bambini e dei più deboli.

La leggenda più famosa - da cui deriva la tradizione della notte dei regali di San Nicolò - è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perché prive di dote. Le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola, impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d'oro, uno per ogni fanciulla. Una notte introdusse il primo sacchetto attraverso la finestra aperta e fece lo stesso con il secondo sacchetto la notte successiva. La terza notte, avendo trovato la finestra chiusa, calò il sacchetto attraverso il camino, regalando alla povera famiglia una gioia infinita.

Il culto di San Nicolò (o Nicola) fu portato a New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas. Questo nome fu poi tradotto in Santa Claus (o Klaus), ed ecco… Babbo Natale! Un Sinterklaas americanizzato in Santa Claus, che non ha più le caratteristiche vescovili di San Nicola ma viene rappresentato come un corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Sembra che l’aspetto moderno di Santa Claus, ovvero un vecchio signore pienotto, con vestito rosso e barba bianca, portatore di doni, derivi per lo più da immagini pubblicitarie americane (universalmente nota la supposizione che sia stata la Coca Cola a lanciare la figura di Babbo Natale).

In ogni caso, qualunque siano i nomi e le sembianze, dietro quel vecchio caritatevole e buono c’è sempre la figura di San Nicola, un vescovo cristiano che ha tanto donato agli altri, specialmente ai più deboli.






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