San Valentino, il vescovo che regalava rose ai fidanzati

Oggi è festeggiato in tutto il mondo come il Santo dell'amore, e quest'anno - curiosamente - nel giorno delle Ceneri...

La festa di San Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore degli dei Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al 14 febbraio, giorno del martirio del vescovo di Terni, Valentino. Famoso per la santità della sua vita, all’insegna della carità e dell’umiltà, Valentino fu vittima delle persecuzioni cristiane. Secondo alcune fonti, il suo martirio avvenne proprio mentre egli stava celebrando un matrimonio con rito cristiano (che, per altro, vedeva la conversione dello sposo, un legionario romano, al cattolicesimo). Per questo e altri aneddoti riguardanti la sua vita, si attribuisce a San Valentino la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Sembra che il santo martire fosse amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Un’altra bella storia ci dice che un giorno Valentino notò una coppia che stava discutendo animatamente e riuscì a placare la discussione facendo volare sulle loro teste delle coppie di piccioni che palesavano affetto l’uno per l’altro; pare che l’espressione “tubare come piccioni” derivi proprio da quell’episodio. Oggi, in tutto il mondo, San Valentino è celebrato ovunque come il Santo dell’Amore.

Quest’anno San Valentino coincide con il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima (non succedeva dal 1945!). Una coincidenza curiosa e virtuosa... cuore e cenere, come a dire: tutto passa, solo l'Amore resta. Un invito a riscoprire l'essenziale, anche nel rapporto di coppia: spesso ci si ritrova senza stare davvero insieme, ci si vede ma non ci si guarda. Se Quaresima è svuotarsi di tutto per riuscire ad ospitare il Tutto, allora ci può aiutare ad amare davvero: amare è svuotarsi di sè per riempirsi dell'altro.






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